Più informazione e più formazione per combattere le fake news

“Se sei al buio non lamentarti ma accendi la luce” è una delle otto regole che come Ministero assieme alla Camera dei Deputati abbiamo inserito nel decalogo contro le fake-news inviato in tutte le scuole a presidi, docenti e alunni. Un insieme di piccole regole affinché i nostri ragazzi possano diventare consapevoli che non tutto ciò che viene diffuso è notizia ma che spesso, quando aprono un social network o si informano sul web, si possono trovare di fronte a una bugia ben confezionata per trarli in inganno. E la luce migliore da accendere è proprio quella del buon giornalismo.

Ne ho parlato oggi a Fucecchio in visita alla sede della Fondazione Indro Montanelli.

Per partecipare attivamente alla vita democratica è importante conoscere, e quindi ogni cittadino deve essere messo in grado di sapere per poter decidere liberamente. Invece, oggi, sempre più spesso siamo vittime di inganni e bugie che hanno lo scopo di orientare in una certa direzione l’opinione pubblica. È un fenomeno pericolosamente antidemocratico a cui dobbiamo reagire contrapponendogli la forza dei fatti e della verità.

I nostri studenti devono essere capaci di confrontare le notizie, di capire se una fonte è attendibile o meno, se una notizia è vera o se si tratta solo di una bufala. Ed è per questo che ho voluto portare in tutte le scuole l’iniziativa, studiata assieme alla Camera dei Deputati, contro le bufale che tra le altre cose invita i ragazzi a condividere solo le notizie che hanno verificato e che li sprona a chiedere sempre le fonti e le prove di ciò che trovano nel web, mentre prevede per gli insegnanti un pacchetto di materiali didattici volti proprio a far allenare lo spirito critico dei loro alunni. Il sistema formativo deve quindi assumere la responsabilità di far capire che solo le fonti certe sono credibili. Non a caso abbiamo anche rinnovato il protocollo con la Federazione Nazionale Stampa Italiana, cioè il sindacato dei giornalisti italiani, per ostacolare e combattere i fenomeni di odio e incitamento all’odio alimentati anche dalle fake-news. Perché il primo passo per smascherare chi manipola l’informazione è proprio rendere i giovani consapevoli del modo in cui questa viene costruita e diffusa sul web e di come trovare un equilibrio tra la libertà di espressione e la tutela dei diritti umani.