Oggi fra Montescudaio, Pomarance, Volterra e Casole d’Elsa, dalla parte della democrazia

Non ci sono territori più importanti di altri, per questo ho deciso di incontrare tutte le comunità del mio collegio e così sto facendo. Mi avevano invitata a un incontro pubblico e ho detto sì. Per me è normale fare così. Se qualcuno mi invita vado perché mi piace confrontarmi con le persone e perché lo sento come un dovere. L’ho fatto e lo farò da senatrice, come da ministra: rappresento un’istituzione e quindi è giusto e sacrosanto che le cittadine e i cittadini chiedano e che l’istituzione risponda. Ad altri piacciono i click sul web, a me piace la democrazia vera.

Per questo sono rimasta sorpresa stamattina quando a Montescudaio si sono meravigliati della mia presenza in territori che a lungo sono stati considerati “marginali”.

Montescudaio, come tante altre realtà del nostro Paese, ha oggi la possibilità di affidarsi ad un aiuto concreto grazie alla Legge Salva Borghi con cui il Governo, su proposta del Pd, ha stanziato un fondo da 100 milioni di euro fino al 2023, e diverse misure per il recupero dei centri storici in stato di abbandono, interventi di manutenzione del territorio, messa in sicurezza di strade e scuole. Interventi che potranno coinvolgere oltre 5mila Comuni dove vivono oltre 10 milioni di cittadini.

La mia visita è poi, dopo Montescudaio, proseguita a Pomarance, Volterra e Casole d’Elsa. Nei vari incontri ho trovato un clima positivo e preoccupato allo stesso tempo. Positivo perché c’è una gran voglia di ascoltare e fare domande e alla fine di ogni incontro mi rendo conto che in tanti si meravigliano di quante riforme abbiamo fatto in questi anni al governo. Sono davvero parecchie e forse è per questo che i nostri avversari preferiscono la strada della demagogia quando gli si chiede un confronto serio sui progetti. Fra le persone però ho riscontrato anche una certa dose di preoccupazione. Sono sempre di più, mano a mano che ci avviciniamo al voto, quelli che si dicono preoccupati della deriva estremista che sta emergendo. Non nascondono cioè il timore che il nostro Paese possa finire nelle mani delle destre, di quella guidata da Salvini che non a caso ha già il sostegno dei neofascisti di Casapound, o di quella a 5Stelle. È un evento da scongiurare e chi ha a cuore il futuro del centrosinistra, come il presidente Prodi, sa che per farlo c’è solo il voto al Pd e alla nostra coalizione.

Su domenica? Sento che le persone stanno ragionando, molti indecisi mi chiedono spiegazioni, penso che saranno in tanti quelli che non vorranno consegnare il Paese alle destre di Salvini o dei 5Stelle