Unità, serietà e lealtà

Il PD si dimostra ancora una volta l’unica forza politica che ha regole chiare e democratiche, che le rispetta, che mette al centro sempre la nostra comunità e il bene del Paese. 

Per quanto in tutta la settimana dopo il voto il racconto pubblico abbia indugiato su presunti scontri e personalismi, descrivendo un quadro di incertezza e confusione, ogni passaggio dal momento del voto ha seguito il nostro statuto, ha rispettato le funzioni degli organi del Partito, ha seguito una logica politica di estrema chiarezza e responsabilità.

La stessa responsabilità con cui abbiamo condotto una campagna elettorale di verità e onestà intellettuale, con proposte credibili e realizzabili, ci ha portato a guardare con uguale atteggiamento anche ai risultati e alle prospettive che si sono aperte dal 4 marzo.

Abbiamo ottenuto un risultato fortemente deludente, abbiamo ammesso la sconfitta, riconosciamo che spetta a chi ha vinto l’onere di costruire una prospettiva di governo.

La relazione di Maurizio Martina ieri in direzione ha segnato la strada, non solo confermando i tempi e i passaggi che ci aspettano, a partire dall’Assemblea ad aprile. La strada è segnata anche nel merito di quello che ci aspetta. Analisi, elaborazione e proposta devono portarci a capire perché non siamo riusciti a presentare una visione del paese e proposte convincenti per segmenti larghi del Paese, mostrando invece una difficoltà molto preoccupante di rappresentare intere aree sociali, economiche e territoriali.

Dobbiamo tornare a dialogare, ad ascoltare, a cercare soluzioni condivise, ad attivare partecipazione, a dare senso profondo e largo alla delega rappresentativa.

Siamo su un crinale molto complesso, con la sconfitta di un intero campo politico e culturale – come ha ricordato Martina – e con il rischio concreto di precipitare verso l’irrilevanza politica. Ma sono confortata dalla passione, dalla capacità di reazione, dalla generosità delle democratiche e dei democratici. È da loro, dalle persone e per le persone, che dobbiamo ripartire.

Non chiediamo nulla per noi. Non perdiamo la nostra vocazione di forza responsabile e attenta al bene del Paese. Non stiamo alla finestra. Non rinunciamo, mai, a dare forza e slancio alle ragioni per cui il PD è nato e per cui continuo a credere possiamo svolgere positivamente la nostra funzione storica: aiutare l’Italia a diventare un Paese per donne e uomini, che fa crescere l’uguaglianza, i diritti, il lavoro di qualità, la formazione e la conoscenza.

Io ci credo. Ringrazio Renzi per il lavoro di questi anni e per il contributo che saprà dare anche in futuro. Ringrazio Maurizio Martina per essersi assunto la responsabilità di guidarci in questo difficile passaggio. Ringrazio tutto il gruppo dirigente per aver dato prova di unità, serietà e lealtà. Sono valori preziosi anche per il futuro.