Rimetterci in cammino

Sono passate alcune settimane dalle elezioni, il tempo per ascoltare, riflettere, raccogliere le idee e scrivere queste righe per ringraziarvi – penso in particolare a chi ha sostenuto la mia candidatura nel collegio uninominale – e per provare a ragionare insieme sulle cose da fare.
Credo sia oggi urgente rimetterci in cammino, perché il tempo non aspetta e le sfide sono molte per rilanciare con forza il Partito Democratico ed il centrosinistra, partendo dai territori.

Per questo lunedì scorso ho scelto di partecipare, su invito della federazione, alla direzione provinciale del PD di Pisa.

È stata una serata di analisi e confronto sulle ragioni della sconfitta del Partito Democratico a Pisa, in Toscana, in Italia.

Dai giovani democratici, passando per le compagne e i compagni con più esperienza, in molti hanno animato una discussione che è durata 3 ore, aperta dalla relazione del segretario Massimiliano Sonetti.

Nella provincia di Pisa, come in tutta la Toscana e in Italia del resto, il PD ha perso molto, con punte del 13% in alcuni Comuni di questo territorio, dove si sono persi circa 30.000 voti rispetto alle ultime politiche del 2013, perdendo così in entrambi i collegi uninominali di Camera e Senato in maniera netta.

Dati che vanno inquadrati, come quelli nazionali, in un contesto più ampio guardando a quanto è accaduto negli ultimi anni: già nel 2013 il PD, rispetto al dato del 2008, aveva perso molto, anche allora 30.000 voti circa nell’area pisana, e solo nelle europee del 2014 c’era stata una significativa inversione di tendenza.

Sono numeri e considerazioni che ci devono tenere lontani da analisi semplicistiche e dalla ricerca di “capri espiatori”.

Sarebbe troppo facile autoassolversi scaricando su pochi le responsabilità, e sarebbe un errore grave cercare risposte facili a domande difficili e complesse, che vanno invece ragionate in modo serio e con capacità inedita di sguardi e visioni.

La direzione di Pisa ha avviato, giustamente, in asse con la direzione nazionale, un percorso profondo di analisi, che si rivolgerà con attenzione a tutti i territori.

Solo un’analisi accurata, articolata e diversificata, potrà darci indicazioni utili per evitare ragionamenti astratti e ricostruire un rapporto innovativo e qualificante tra la nostra comunità politica e l’insieme di soggetti che compongono le comunità locali.

Penso che quello di lunedì sia stato un confronto utile, tra esperienze e punti di vista diversi, arricchito dagli interventi di alcuni giovani che ci hanno messo di fronte alle responsabilità di un partito che, forse troppo spesso, ha discusso e si è diviso sui nomi anziché concentrarsi sulle idee, sulle politiche, sulle proposte prioritarie, sull’ascolto della realtà concreta, alla ricerca di risposte alle ansie e alle paure che si sono generate in questi anni di globalizzazione, di cambiamenti, di crisi nella società italiana.

Ansie e paure cui, evidentemente, non siamo stati in grado di dare risposte adeguate, nonostante 5 anni di impegno in governi che hanno saputo avviare seriamente e con capacità innovativa i processi necessari per portare il Paese fuori dalla crisi.

Ora per rilanciare il PD, un progetto che tutt’ora mantiene intatte le motivazioni che ormai più di dieci anni fa ci hanno portato alla sua creazione, è necessario stare lontani dai semplicismi, dalle scorciatoie. È urgente e necessaria, davvero, un’analisi adeguata dei cambiamenti e delle conseguenti sfide che abbiamo davanti, da subito e in vista delle elezioni europee del 2019.

Senza una analisi profonda, seria e condivisa, si sbagliano le risposte.

La sfida nei prossimi mesi sarà questa, ripensarci alla luce di una società che è cambiata, farlo cercando di capirla, dotandosi di chiavi di lettura innovative e di proposte politiche e strumenti organizzativi adeguati.

Il percorso costituente che, quindi, il PD avvierà dopo l’Assemblea Nazionale, e che vivrà anche sui territori, sarà importante ed avrà bisogno del contributo di tutte e tutti.

Io sarò a disposizione, alla luce anche della richiesta avanzata all’unanimità dal PD provinciale nei miei confronti durante l’ultima direzione.

Lo faccio per responsabilità, non lascio gli impegni a metà, e perché in questo territorio ho conosciuto comunità forti e persone capaci. Sarà un onore per me dare loro rappresentanza e sostegno.

Ne approfitto qui per ringraziare tutte e tutti del lavoro fatto durante la campagna elettorale, un contributo prezioso di passione e civismo che sarà importante ancora di più nei prossimi mesi.

Anche qui il risultato ci impone, con ancora maggiore urgenza, un lavoro di ricucitura paziente vista l’imminenza di importanti scadenze elettorali, un lavoro che deve coinvolgere tutte e tutti, e che potrà dare un buon esito solo se sapremo esercitare dialogo, ascolto e responsabilità.

È questo lo spirito che oggi ci serve, mettiamoci tutte e tutti insieme al lavoro.