Le competenze di cittadinanza e Costituzione sono una priorità educativa

Le attenzioni e le sollecitazioni dei sindaci sul tema dell’educazione alla cittadinanza sono importanti e dimostrano che la strada che abbiamo intrapreso è quella giusta, che siamo tutti convinti della necessità di mettere al centro quelle competenze che servono alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi per partecipare con protagonismo alla vita del nostro Paese, conoscere in modo profondo i principi e i valori condivisi che regolano la comunità in cui vivono, muoversi in modo attivo nella società e costruire una cultura della democrazia e del rispetto.

Le scuole stanno già lavorando in questo senso, lo fanno da tempo, e la legge 107 del 2015 ha rilanciato in modo importante il tema: lo sviluppo delle competenze in materia di cittadinanza attiva e democratica è stato individuato come una priorità educativa. Nell’ultimo anno abbiamo messo in campo interventi importanti che hanno consentito alle autonomie scolastiche di agire concretamente per garantire a tutte le studentesse e a tutti gli studenti gli strumenti per affrontare i cambiamenti e le sfide del loro presente, per proiettarsi al meglio nel futuro, per diventare cittadine e cittadini capaci di condividere valori comuni e di confrontarsi positivamente con l’altro. Abbiamo davvero rimesso al centro, rilanciato con forza, il tema delle competenze di cittadinanza, con fondi per le progettualità, campagne di comunicazione, piani di intervento.

Lo abbiamo fatto a partire dagli oltre 800 milioni del PON che abbiamo messo a disposizione per interventi trasversali e aggiuntivi rispetto all’orario scolastico. A ottobre abbiamo lanciato un piano nazionale per promuovere l’educazione al rispetto ispirato all’articolo 3 della nostra Costituzione che contiene, fra l’altro, le linee guida sulla violenza contro le donne e quelle per un efficace contrasto di bullismo e cyberbullismo. Grazie a questo intervento, oggi gli insegnanti spiegano alle studentesse e agli studenti cosa sono le differenze e perché è necessario rispettarle e rispettare l’altro, per una convivenza pacifica e civile.

Abbiamo rimesso al centro dello studio e dell’approfondimento in classe la nostra Costituzione che abbiamo distribuito, per la prima volta, in tutte le scuole, in occasione del suo settantesimo anniversario, in collaborazione con il Quirinale, il Senato della Repubblica e con il contributo del Ministero dell’Economia e del Poligrafico dello Stato. Non si tratta solo di tenerla sul banco, ma di sfogliarla ogni giorno, rileggerla, approfondirla. Le istituzioni scolastiche hanno accolto con entusiasmo questa iniziativa. Segno che il tema dell’educazione alla cittadinanza è sentito, e in modo trasversale, dal corpo docente. Le competenze di cittadinanza sono anche al centro del rilancio delle indicazioni nazionali del primo ciclo che abbiamo proposto a febbraio. Le indicazioni sono il documento di riferimento per la programmazione e la progettazione didattica. Le abbiamo rilette cercando non di ‘aggiungere’ nuovi insegnamenti, ma di ricalibrare quelli esistenti alla luce di nuovi spunti e trattando il tema della cittadinanza come il vero sfondo integratore e punto di riferimento di tutte le discipline che concorrono a definire il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione. Si tratta di una precisa scelta culturale, che attraverserà tutto il percorso scolastico, fino agli esami del I ciclo che, già da quest’anno, presenteranno una importante novità: le competenze relative alle attività svolte nell’ambito di quella disciplina trasversale che è ‘Cittadinanza e Costituzione’ saranno valutate al colloquio orale e certificate in un apposito documento finale allegato al diploma. È un passaggio importante.

Le scuole hanno lavorato e stanno lavorando. Ci sono nuovi spunti, risorse e strumenti. Dobbiamo continuare a supportarle e sostenerle nell’arricchimento dell’offerta formativa. In questo senso l’apporto dei Comuni, dei sindaci, può essere davvero fondamentale: per le scuole, per le ragazze e i ragazzi, il proprio territorio è il primo luogo di contatto con le istituzioni. Aprirle, renderle vicine, accessibili, più comprensibili è un aspetto importante, direi centrale, di quell’educazione alla cittadinanza che immaginiamo non solo come obiettivo da raggiungere attraverso lo studio, l’approfondimento dei documenti, della storia, della nostra Carta fondamentale, ma anche da vivere con protagonismo, a partire, appunto dai territori e dalle comunità in cui si vive.