Premiate le scuole vincitrici di “Tracce di Memoria”

Premiare questa mattina al Quirinale insieme al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, le scuole vincitrici del Concorso ‘Tracce di Memoria – in occasione del Giorno della Memoria dedicato alle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice – ha una valenza particolare: attraverso questa iniziativa abbiamo messo le nuove generazioni a contatto con tragici e terribili episodi della nostra storia civile e collettiva, fornendo loro un cospicuo archivio di informazioni e dati e consentendo l’interazione e lo scambio con i familiari di quelle cittadine e di quei cittadini, il cui amore per il nostro Paese e la cui integrità li ha resi oggetto di un odio criminale.

Abbiamo scritto una bella pagina di ‘scuola oltre la scuola’: le giovani e i giovani che abbiamo premiato hanno acquisito un sapere che li ha spinti e li spingerà sempre nella loro vita al protagonismo e alla partecipazione democratica, che li rende consapevoli dei valori e dei diritti alla base della nostra convivenza civile. Un sapere che li porta a contrastare qualsiasi forma di violenza, che amplifica in loro il senso di responsabilità nei confronti della collettività, che li rende eredi della testimonianza di donne e uomini che hanno servito il nostro Paese e hanno pagato con la vita questo impegno, soccombendo alla crudeltà del terrorismo.

Giorno della Memoria dedicato alla vittime del terrorismo

Attraverso questo Concorso abbiamo voluto promuovere nelle scuole l’approfondimento dei temi e dei protagonisti delle vicende storiche del terrorismo, della violenza politica e della criminalità organizzata avvenute nel nostro Paese. Per ricordare che la nostra democrazia non è scontata, non è stata conquistata una volta per tutte. Va tutelata e salvaguardata ogni giorno. Credo sia importante, poi, che questa premiazione avvenga nella giornata in cui ricorre il 40esimo anniversario dell’uccisione di Aldo Moro. Una giornata, questa del 9 maggio, che ricordiamo anche per la morte di Peppino Impastato. Vogliamo che la loro memoria sia attiva, che il loro operato e i loro insegnamenti siano faro per la vita delle nostre giovani e dei nostri giovani. È la risposta migliore che possiamo dare a chi, uccidendo Moro, ha pensato di poter infliggere una ferita mortale al cuore della nostra democrazia, e a chi, mettendo a tacere per sempre Peppino Impastato, ha pensato di poterlo rendere ininfluente. Da quarant’anni Aldo Moro e Peppino Impastato continuano a vivere in e grazie a tutte e tutti noi.

[Qui il testo completo sul sito del MIUR]

[Qui il discorso del Presidente Mattarella]

[Qui il discorso di Ezio Mauro]