Le parole possono tutto

Ho inviato un saluto al Salone Internazionale del Libro di Torino in occasione della presentazione del libro “Parole Ostili – 10 racconti”. Voglio condividerlo con voi.

Cara Presidente Rosy Russo,
care Annamaria Testa e Loredana Lipperini,
care studentesse e cari studenti,
carissime e carissimi tutti qui presenti,

avrei voluto essere con voi in questo momento di condivisione, confronto, riflessione su un tema che mi sta particolarmente a cuore, ma sono stata trattenuta da impegni istituzionali. Le parole hanno un peso, spesso possono far male. Un assunto che convince tutti ma che nella realtà è da tutti – o quasi – accantonato. Siamo in un tempo in cui ogni affermazione è gridata, esagerata, amplificata dai social e dalla rete. E allora ben vengano progetti come quello di “Parole O_Stili” che ha redatto il “Manifesto della comunicazione non ostile”, cui ho da subito dato il mio massimo supporto. Dieci punti, 10 principi di stile che mirano a ridurre, arginare e combattere i linguaggi negativi che si espandono facilmente in Rete. Un decalogo che ha dato lo spunto per questo libro, “Parole ostili”, che viene ora presentato e che è stato pubblicato anche col patrocinio del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Il volume raccoglie dieci racconti, uno per ogni punto del Manifesto, opera di autori tra i più interessanti della narrativa contemporanea italiana. Racconti tutti centrati sulla violenza delle parole, sui danni che possono provocare, sulle conseguenze. Al progetto di questa raccolta ha aderito anche il Salone Internazionale del Libro di Torino.

Il MIUR già da tempo collabora con “Parole O_Stili”: i dieci principi del manifesto, grazie a questo importante contributo, sono già entrati nelle scuole, e sono stati adottati dagli insegnanti e dalle classi. Un protocollo è stato firmato nel settembre scorso tra il Ministero e l’associazione per promuovere iniziative per favorire una consapevolezza nella comunicazione digitale e l’attenzione a un linguaggio rispettoso. Un progetto che si integra nell’insieme di iniziative che il Ministero ha attivato per favorire buone pratiche di comunicazione tra le studentesse e gli studenti, per promuovere una maggiore consapevolezza dell’utilizzo degli strumenti digitali e contribuire all’elaborazione del diritto alla cittadinanza digitale e consapevole.

Il ruolo della scuola è essenziale. Dalla scuola si comincia: si formano cittadine e cittadini; si insegna l’uso della Rete; si insegna a comunicare senza ricorrere a un linguaggio che includa violenza o discriminazione. Studentesse e studenti, native e nativi digitali, devono trovare nella scuola un’occasione di crescita e sviluppo anche nella consapevolezza del linguaggio.

Quella consapevolezza su cui invita a riflettere il libro “Parole ostili”. Un libro che raccontando educa, ed educa sul campo difficile del linguaggio, in costante trasformazione perché continuamente si trasformano gli strumenti per comunicare. Dagli sms ai social, le forme di comunicazione sono in continua evoluzione, ma il senso delle parole resta e resta la forma di un messaggio che può fare anche molto male.

Le parole possono tutto. Dobbiamo esserne consapevoli.

Valeria Fedeli