Torniamo a parlare di Europa

La federazione europea non si proponeva di colorare in questo o quel modo un potere esistente. Era la sobria proposta di creare un potere democratico europeo.

[Altiero Spinelli]

In un mondo che cambia costantemente e velocemente, in cui la dimensione globale pervade le vite di ogni giorno, le tante sfide che l’Italia ha di fronte non possono essere vinte fuori dal contesto europeo.

L’Europa è ancoraggio a valori, a ferite consumate e superate insieme, a esperienze sempre più aperte e senza confini, come quelle della generazione Erasmus.

L’Europa ci serve per continuare a difendere e allargare i diritti di tutte e tutti, come abbiamo fatto negli scorsi anni e come preoccupantemente oggi vediamo messo in discussione.

L’Europa ci serve per crescere, per affermare quel modello di investimento nell’impresa di qualità e innovativa che già realizziamo con il made in Italy e che deve diventare asset di tutta l’unione, perché da solo nella competizione internazionale nessuno resiste.

L’Europa ci serve per creare sviluppo e lavoro, è la dimensione naturale su cui confrontarsi per far continuare a far crescere il sistema formativo e della ricerca, decisivo perché il lavoro sia sempre più di qualità.

L’Europa ci serve per affrontare in modo serio i fenomeni migratori, per contenerli senza perdere umanità.

L’Europa ci serve per rendere credibile il percorso che deve portarci a realizzare gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu per lo sviluppo sostenibile.

L’Europa ci serve per le questioni economiche e finanziarie e per quelle dei valori e delle libertà, della crescita, dell’uguaglianza, dei diritti delle persone e del benessere.

L’Europa ci serve perché il cambiamento deve essere fatto insieme, donne e uomini: senza la capacità di unire lo sguardo femminile e maschile saranno solo aggiustamenti, tentativi di riforma, che non tarderanno a mostrare la loro inadeguatezza.

L’Europa ci serve perché tutti i cambiamenti che immaginiamo siano realizzabili non sono e non devono più essere considerati questioni femminili, ma questioni che afferiscono la dignità, la libertà, l’uguaglianza, la vita delle persone.

L’Europa ci serve perché ci rende più forti.

E l’Europa ci serve, soprattutto, perché l’Europa siamo noi. L’Europa sono i nostri figli e le nostre figlie. I nostri e le nostre nipoti.

L’Italia è un paese fondatore e credo nessuno potrebbe immaginare un’Unione senza di noi.

È per questo che ho chiesto di poter diventare componente della XIV Commissione Politiche dell’Unione europea.

L’Unione europea gioca un ruolo sempre più importante nella vita di ogni cittadino. La dimensione sovranazionale investe quella nazionale fino alla vita dei singoli cittadini negli ambiti più diversi, dall’occupazione all’inclusione sociale, dalla salute allo sviluppo sostenibile, all’immigrazione. E se l’Europa nata a Maastricht aveva l’ambizione di unire i popoli prima della politica, a partire dagli anni della crisi dei debiti sovrani, la percezione dei condizionamenti indotti dalle decisioni assunte a Bruxelles dalle istituzioni europee sulla vita quotidiana dei cittadini ha assunto un carattere fortemente cinico. L’Unione europea è divenuta il bersaglio principale di populisti e demagoghi al punto che sempre più riecheggia la retorica della divisione, il Nord contro il Sud, debitori contro creditori, Germania contro Grecia, Italia, Spagna.

Una cosa è esprimere pareri critici rispetto ad alcune dinamiche e scelte dell’Unione, lavorare per un’Europa degli investimenti e della crescita. In una parola un’Europa più forte, dove la voce italiana conti maggiormente. E questo lo abbiamo fatto intanto noi governando nella passata legislatura: con una nostra idea di Europa, ma senza alcuna ambiguità sul nostro essere europei. Ben altra cosa è “giocherellare” con le parole facendo intendere la concreta possibilità che l’Italia esca dall’euro, salvo poi smentire o aggiustare il concetto con altre parole, così come abbiamo visto nella fase di formazione del governo. Per non parlare dei veri e propri slogan antieuropei che Lega e Cinque stelle hanno prodotto  in tutti gli anni della passata legislatura, campagna elettorale compresa.

In attesa di apprendere le decisioni dell’Eurogruppo e sperando che esso voglia certificare la conclusione della Troika, occorre quindi impegnarsi affinché, dentro e fuori le istituzioni europee, si torni a costruire – e così anche percepire – un’Unione europea dove il progresso economico è funzione di una coesione sociale ben più ambiziosa, come da progetto originario. Nonostante le feroci critiche e i duri attacchi che ha investito il sistema Unione europea negli anni più recenti, istituzioni comunitarie, intergovernative e indipendenti come la BCE hanno messo in campo una risposta sofferta, ma alla fine efficace e, ancora una volta, l’Unione europea ha tenuto.

Ora dobbiamo lavorare per cambiare l’Europa, per renderla più vicina alle persone, per realizzare tutte le ragioni che prima citavo per cui l’Europa ci serve.

Con la mia partecipazione ai lavori della XIV Commissione Politiche dell’Unione europea cercherò quindi di lavorare affinché sia possibile oggi tornare ad una percezione dell’Europa come propria patria, complementare e non esclusiva rispetto a quella nazionale. Dobbiamo riscoprire il volto politico delle istituzioni europee e non solo quello economico e far sì che i cittadini si sentano ancora partecipi di un sistema e sociale, inclusivo e solidale, e non mosso solo da logiche percepite come burocratiche e distanti.

L’obiettivo che mi pongo in questa legislatura è dunque ritornare a parlare di Europa con tutti i cittadini, dagli scettici agli entusiasti, dagli addetti ai lavori al pubblico più vasto, e ricordare che l’Unione europea è nostra. Che è il nostro progetto comune da preservare, criticare e rilanciare. Perché l’Europa di oggi è quello che ne hanno fatto gli Stati, ma in futuro sarà quello che ne faranno i suoi cittadini democraticamente.

Lietissima di far parte della XIV Commissione insieme ai colleghi Nadia Ginetti e Gianni Pittella sui temi europei, auguriamoci un buon lavoro!