La mia newsletter – 27 settembre 2018

Carissime e carissimi,

mentre scrivo sono trascorsi già 44 giorni dal crollo del ponte Morandi a Genova. Dopo settimane di annunci e smentite il decreto per la ricostruzione è finalmente arrivato al Colle. Abbiamo contato ben 5 bozze diverse. In nessuna però sono state scritte parole chiare su quando sarà ricostruito il ponte, chi lo ricostruirà, chi sarà il commissario, quando verranno eseguite le opere alternative alla Gronda, quali sono le coperture. Con la conseguenza che qualsiasi testo verrà alla fine licenziato, potrà essere facilmente impugnabile con la conseguenza che i tempi per i rimborsi agli sfollati, ma anche quelli della ricostruzione si allungheranno.

Milleproroghe

Ma andiamo per ordine. Dopo la pausa estiva il Parlamento è stato impegnato con il famoso Milleproroghe. Come Pd ci siamo opposti con tutte le nostre forze, sia alla Camera che al Senato per scongiurare l’approvazione delle misure contenute nel provvedimento del governo. Penso in particolare a quella che rimanda al prossimo anno l’obbligo vaccinale per l’iscrizione a scuola delle bambine e dei bambini fino a 6 anni, di fatto una deroga alla tutela della salute dei più piccoli e in particolare di quelli più fragili, ma anche al taglio delle risorse che i nostri governi avevano messo sulle periferie (1,6 mld in tutto).

Qui il mio intervento in Commissione Affari Costituzionali proprio su quest’ultimo intervento che reputo gravemente lesivo delle esigenze dei territori e del rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. Quando in ballo c’è il benessere delle persone, e in questo caso di quelle che vivono condizioni di maggior disagio economico, sociale, culturale, la politica deve agire unitamente, senza distinzioni partitiche, rispettando gli impegni assunti indipendentemente dall’avvicendarsi degli esecutivi.

E qui invece quello che ho detto in Aula a proposito delle deroghe sbagliate messe in campo dall’esecutivo. Non solo sui vaccini ma anche su test Invalsi e alternanza scuola-lavoro, con cui questo governo ha detto di fatto che in Italia non si investe sulla qualità dell’istruzione a danno delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi.

Apertura anno scolastico

A proposito di voi, cari ragazzi, bentornati a scuola! La scuola che, come ha ricordato il presidente Mattarella nel suo bellissimo discorso in occasione dell’apertura dell’anno scolastico, è un’istituzione cardine dello Stato democratico, ma anche una comunità educante, che muove dalla vita, dai problemi di ogni giorno, per formare persone libere”. Voglio ringraziare Sergio Mattarella per aver sottolineato nuovamente la fondamentale funzione della scuola per la nostra democrazia. Per aver ricordato, anche rispetto ai dati drammatici sulla dispersione scolastica (1,8 mln di abbandoni in 10 anni per un costo di 27 miliardi di euro), che “lo studio è un diritto fondamentale di ogni persona” e che “è dovere inderogabile della Repubblica” assicurare l’istruzione. Grazie anche per il forte appello a impegnarci tutti per aiutare le istituzioni a “rendere il sistema scolastico migliore, più forte sul piano culturale e formativo, più aperto alla società e al lavoro”. Affinché la scuola unisca e non divida o addirittura segreghi come quando 70 anni fa, ha ricordato il Capo dello Stato, l’anno scolastico si aprì con l’espulsione delle bimbe, dei bimbi e degli insegnanti ebrei. Perché la scuola è davvero “un barometro della nostra concreta condizione di giustizia, di libertà, di uguaglianza”, il campo dove seminare e far crescere opportunità per tutte e tutti e quei valori di solidarietà, responsabilità e amicizia necessari al benessere della nostra società e al futuro dell’Italia.

Leggi qui il discorso del Presidente Sergio Mattarella

E guarda qui il video sulla dispersione scolastica realizzato da Tuttoscuola

 

Decreto Salvini

C’è soprattutto una cosa che mi preme dire su questo provvedimento che porta il nome del ministro dell’Interno: aver deciso di riunificare in unico decreto le misure riguardanti la sicurezza e quelle riguardanti l’immigrazione per me è un errore clamoroso. Intanto perché l’immigrazione non è un’emergenza che richiede risposte emergenziali come lo sono i decreti legge. Lo dicono i numeri: dal 31 luglio 2017 al 1 agosto 2018 siamo passati da 182.877 sbarchi a 42.700 pari al 76,6% di arrivi in meno. Inoltre perché ritengo sia culturalmente fuorviante e politicamente pericoloso stabilire una connessione automatica tra le due questioni. L’immigrazione non è un problema di ordine pubblico. L’immigrazione è un fenomeno che va gestito e che, se ben gestito, può rappresentare una grande risorsa per il nostro Paese anche in termini di Pil, di crescita. In ogni caso, non solo le misure contenute nel Dl Salvini sono a rischio incostituzionalità, ma difficilmente serviranno a risolvere qualche problema. Probabilmente, anzi, li accentueranno. Penso in particolare alla stretta sulla protezione umanitaria che senza dubbio farà aumentare illegalità, ingiustizia e insicurezza.

Ddl Pillon

Anche in questo caso stiamo parlando di una mostruosità sotto tutti i punti di vista: giuridico, sociale, culturale. Un attacco violento e sconsiderato ai diritti delle donne e soprattutto dei bambini. Una misura illiberale, ingiusta e retrograda contro la quale, al fianco delle donne e degli uomini, delle realtà sociali, sindacali, giuridiche, culturali e associative che hanno a cuore la libertà e il benessere di tutti i soggetti coinvolti, non possiamo che opporci con tutte le nostre forze. Il ddl Pillon spaccia un provvedimento sessista, classista, profondamente ingiusto per una misura paritaria. Ma si tratta dell’esatto opposto: un ritorno al passato, punitivo contro donne e bambini e che aumenta le discriminazioni. Che a proporlo sia una forza politica come la Lega che da una parte vuole obbligare madri e padri a dividersi a metà il tempo da passare con i figli e dall’altro vota contro il rinnovo del congedo parentale obbligatorio di 4 giorni per i neo-papà ne mostra anche tutta l’ipocrisia. Per questo ho rivolto un appello a tutte le donne e agli uomini che siedono in Parlamento, senza distinzione di appartenenza partitica, a unirsi nella battaglia per scongiurare l’approvazione di un provvedimento le cui conseguenze non potranno che risultare devastanti e gravemente lesive del benessere delle persone coinvolte in situazioni già di per sé complesse e spesso dolorose come sono le separazioni. E contestualmente a lavorare insieme nella direzione della condivisione delle responsabilità genitoriali a partire dall’attuazione del diritto al congedo di paternità.

Diritti e parità di genere

A proposito di diritti e di donne, il 25 settembre, presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato, abbiamo presentato il Ddl per l’istituzione della Commissione per i diritti delle donne e la parità di genere. Mi auguro con tutto il cuore che questo disegno di legge, nato da un’iniziativa trasversale delle forze d’opposizione, si allarghi anche alle forze della maggioranza. Per noi si tratta di un’occasione storica: è la prima volta che l’Italia ha la possibilità di controllare, attraverso la commissione, l’impatto dei provvedimenti legislativi di genere delle leggi approvate e verificare che la legislazione nazionale sia in linea con quanto stabilito dalle norme europee e dagli accordi internazionali in materia di parità e non discriminazione.

Qui un passaggio del mio intervento in conferenza stampa

E qua un bell’articolo di Maria Berlinguer su Repubblica

Mai più bambini detenuti

Negli ultimi giorni è successo qualcosa che mi ha addolorato e indignato moltissimo. Una giovane donna reclusa nel carcere romano di Rebibbia da circa 1 mese, dopo aver avvisato il suo avvocato sul suo stato di depressione, ha gettato i figlioletti per le scale. Uno è deceduto subito, per l’altro è stata decretata la morte cerebrale. Trovo inaccettabile che in Italia i bambini siano costretti a vivere dietro le sbarre. Negli anni scorsi sono state introdotte molte misure alternative ma evidentemente ancora non basta. Bisognerà fare di più. Intanto ho presentato al ministro della Giustizia un’interrogazione per chiedergli quali errori sarebbero stati commessi in merito a questa vicenda (come lui stesso ha dichiarato) e con quali motivazioni ha sospeso i vertici dell’istituto penitenziario.

Europa

Qui il link a una riflessione sul valore della scuola, della cultura dell’istruzione nella costruzione di una nuova Europa senza muri, argine delle paure, delle discriminazioni, delle disuguaglianze. Ne ho parlato domenica 23 settembre alla Festa Democratica di Bellaria e ho piacere di condividere questo spunto anche con voi.

70 anni dalle leggi razziali

Il 18 settembre scorso abbiamo ricordato i 70 anni dall’introduzione delle famigerate leggi razziali e ho trovato scandaloso che il Comune di Trieste abbia negato a studenti di liceo l’uso della sala comunale per un incontro su questo tema che ha visto proprio Trieste come teatro dell’annuncio di Mussolini nel 1938. Dopo i saluti romani in diretta tv e la partecipazione ai raduni fascisti, il sindaco Dipiazza ha fatto saltare la mostra “Razzismo in cattedra” organizzata dal liceo Petrarca in collaborazione con l’Università, il Museo della Comunità ebraica e l’Archivio di Stato. Secondo Dipiazza la locandina della mostra con l’immagine di tre ragazzi sorridenti e la prima pagina de “Il Piccolo” che annunciava allora la cacciata dalle scuole di studenti e insegnanti ebrei sarebbe stata “esagerata”. Si vergogni! Quella non era una semplice locandina, quella è una pagina di Storia, tra le più buie e drammatiche che il nostro Paese abbia mai vissuto. E non basterà certo lo scellerato tentativo di rimozione messo in atto da qualche nostalgico come Dipiazza a cancellarla. Perché questo è stato, perché questa è la Storia. Una storia che resta incisa nella memoria collettiva e nella carne viva degli ultimi sopravvissuti alla tragedia della Shoah, dei loro familiari e di quelli che non sono mai tornati dai campi di sterminio che, proprio dopo le leggi razziali, sono diventate le tombe di tanti nostri connazionali. E’ inaccettabile che chi in Italia ricopre incarichi istituzionali neghi o censuri la Storia. Chi rappresenta lo Stato nelle sue varie articolazioni ha il dovere civico e morale di sostenere quelle iniziative mirate a trasmettere soprattutto alle nuove generazioni il ricordo dell’orrore e a far vivere nel presente quei valori che, attraverso il sacrifico di tanti, sconfissero quell’orrore e su cui si fonda la nostra Democrazia.

Manifestazione 30 settembre

Ho aspettato fin qui per parlarne perché ripercorrendo tutto quello che è accaduto in queste ultime settimane, e in generale in questi ultimi 100 giorni, a ciascuno risultassero evidenti le ragioni del dover essere in piazza domenica 30 settembre. La manifestazione nazionale “l’Italia che non ha paura” , proclamata dal Partito Democratico, sta raccogliendo in queste ore tantissime adesioni. E’ importante che in queste ultime ore di vigilia ciascuno di noi ne parli con i propri amici, colleghi di lavoro, compagni di scuola e università. Siamo chiamati tutti a contribuire per costruire l’alternativa a questo governo dell’odio, della paura, dei muri.

Ecco il mio appello alla partecipazione

Soprattutto alle ragazze e ai ragazzi chiedo di scendere in piazza con noi, domenica 30 settembre, per aiutarci a costruire insieme l’alternativa a questo governo dell’odio e degli estremismi che vuole farci tornare indietro.#perlitalia #fiancoafianco

Pubblicato da Valeria Fedeli su Mercoledì 26 settembre 2018

Dalla Toscana

Sarebbe doveroso che la sindaca di Cascina Susanna Ceccardi, neo consigliera di Salvini a Palazzo Chigi, chiarisse il prima possibile se l’assessora Sonia Avolio ha ancora la sua fiducia oppure no. Perché non si può esprimere solidarietà al consigliere regionale Pd Antonio Mazzeo per le ripetute minacce, intimidazioni e atti di vandalismo subiti e allo stesso tempo accettare che un membro della sua giunta dica che “chi la fa l’aspetti” giustificando così, nonostante il ruolo istituzionale che ricopre, quello che questo giovane consigliere sta subendo. Caro Antonio, non sei solo. Come tanti altri, anche io sono al tuo fianco.

La buona notizia

Con 261 voti a favore, un’astensione e nessun voto contrario, il Senato ha dato il via libera definitivo al disegno di legge per prevenire l’abbandono in auto dei bambini piccoli. E’ una legge che rappresenta un importante passo avanti per la sicurezza stradale dei bambini. Dal primo luglio del 2019 le auto che trasportano bambini di età fino a 4 anni dovranno essere equipaggiate con un dispositivo elettronico che avvisa della presenza dei passeggeri più piccoli. Finalmente! E’ una buona notizia per la sicurezza dei bambini ma anche per la tranquillità dei genitori.

Infine…

Ci ha lasciato Emma Altri, insegnante della scuola ebraica che due anni fa fu insignita dal presidente Mattarella del titolo di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana “per aver trasmesso, con la sua testimonianza e i suoi insegnamenti, i valori della libertà e della democrazia e il disvalore dell’odio”. La scomparsa di un’insegnante straordinaria come Emma, che ha accompagnato tante ragazze e ragazzi nel percorso della conoscenza e nella scoperta della bellezza del convivere nella pluralità delle culture, è una grande perdita. A tutti coloro che hanno avuto il piacere di conoscerla, compresa me, mancherà moltissimo. Ma non dimenticheremo mai la sua inesauribile passione per l’insegnamento e il suo luminoso esempio di ciò che significa essere soprattutto maestre di vita.