Spread oltre quota 300: adesso basta provocazioni!
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Adesso che lo spread è schizzato oltre quota 300 punti, ai livelli dei primi mesi del 2014, mi auguro che alcuni autorevoli esponenti del governo la smetteranno con le provocazioni su ciò che mangiano a colazione perché l’indigestione la sta rischiando il Paese. Chi ha la responsabilità dei conti italiani, dei risparmi delle famiglie, degli investimenti degli imprenditori, del presente e del futuro dell’Italia ha il dovere della serietà e della responsabilità. Giocare con i numeri e con l’affidabilità dell’Italia agli occhi dell’Europa e del mondo non è ammissibile. Giovedì scorso era stato dato l’annuncio dell’approvazione del Def con tanto di festeggiamenti sul balcone di Palazzo Chigi. A cinque giorni di distanza di quel testo non c’è traccia. E preoccupa non poco la fuga dal vertice dell’Eurogruppo di ieri del ministro Tria che oggi non parteciperà nemmeno all’Ecofin. Ufficialmente per fare le ultime limature al testo, molto più probabilmente perché nemmeno lui è ancora in grado di comunicare ai colleghi europei i numeri precisi del nostro prossimo bilancio. Il governo ha mandato in fibrillazione i mercati e fatto schizzare lo spread solo per annunciare cifre che non sono ancora scritte nero su bianco, al massimo a matita, come il famigerato deficit al 2,4%. Come si fa a prendere in giro gli italiani e i propri elettori in questo modo? Come si fa a giocare con il destino di un Paese che avrebbe bisogno di ben altro: di investimenti sicuri sulla crescita, sul lavoro, su istruzione e innovazione. Queste sono le conseguenze dell’ossessione propagandistica di cui questo governo è ostaggio. Ma attenzione perché senza una seria assunzione di responsabilità nei confronti della tenuta economica del nostro Paese, a pagare il prezzo più alto saranno soprattutto i giovani di oggi e le generazioni future. Come opposizione faremo di tutto perché ciò non avvenga.