Battiston: nessun “vizio di forma” nella nomina, è solo licenziamento in tronco
Valeria Fedeli con Roberto Battiston e Paolo Nespoli alla mostra mostra "Marte- Incontri ravvicinati con il Pianeta Rosso"

Voglio spiegarvi dettagliatamente, anche a costo di essere un po’ noiosa, la vicenda della nomina del professor Roberto Battiston a presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana poiché, per giustificarne il licenziamento in tronco, il Miur ha fatto trapelare indiscrezioni su presunti miei errori nella procedura di nomina.

Il professor Roberto Battiston, scienziato di fama internazionale, è stato nominato per la prima volta alla guida dell’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) nel 2014 dalla ministra Stefania Giannini con termine dell’incarico il 15 maggio 2018.

Con DM del 7 maggio 2018 ho confermato il prof. Battiston presidente dell’ASI per ulteriori 4 anni secondo la procedura indicata dall’articolo 11 del decreto legislativo n.213 del 2009 (che si applica a tutti i presidenti e ai componenti dei Consigli di amministrazione di tutti gli enti di ricerca).

Tale procedura (art. 11 decr. lgs. n. 213 del 2009) prevede che con decreto del Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca sia costituito un search committee, un Comitato di selezione, composto da un massimo di cinque persone, “scelte tra esperti della comunità scientifica nazionale ed internazionale ed esperti di alta amministrazione” e al quale spetta di predisporre l’avviso pubblico per la selezione dei candidati presidenti dell’ente, nonché l’esame entro 60 giorni delle candidature pervenute e la proposta al Ministro di una rosa di 5 nomi.

Come criterio per la selezione delle candidature il comitato “deve prioritariamente garantire che il profilo dei candidati risponda ad elevata qualificazione tecnico –scientifica, comprovata da particolari competenze professionali, acquisite in ambito internazionale”.

Al termine di suddetta procedura il ministro adotta un decreto di nomina del presidente dell’ente da tramettere alle Camere.

Proprio per l’elevata qualificazione scientifica dei suoi componenti (prof. Lamberto Maffei, prof.ssa Fabiola Giannotti, l’ing. Mauro Ferrari, dr.ssa Lucia Votano, prof. Aldo Sandulli), con DM n. 892 del 10 novembre 2017, ho confermato la composizione del Comitato di selezione precedentemente costituito nel 2015 (DM 17 luglio 2015).

In data 1 febbraio 2018 il Comitato di selezione ha pubblicato l’avviso pubblico per la nomina a presidente dell’ASI prevedendo 30 giorni per la presentazione delle candidature. Terminate le valutazioni delle candidature pervenute, il 18 aprile 2018 il Comitato mi ha trasmesso la rosa di nomi in cui, peraltro, il prof. Battiston risultava essere al primo posto.

Il 7 maggio ho quindi nominato Roberto Battiston presidente dell’ASI.

Secondo quanto riportato da organi di stampa sulla base di fonti ministeriali, la rimozione di Battiston dalla presidenza dell’ASI sarebbe dovuta a un presunto vizio di forma: non avrei sottoposto la nomina al parere obbligatorio e preventivo del Comitato interministeriale come previsto dalla legge n.7 dell’ 11 gennaio 2018 (pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 10 febbraio 2018 ed entrata in vigore il 25 febbraio 2018) recante “Misure per il coordinamento della politica spaziale e aerospaziale e disposizioni concernenti l’organizzazione e il funzionamento dell’Agenzia spaziale italiana”.

In realtà questa legge non interviene affatto sulle procedure di nomina del presidente. Lo stesso, pur facendo parte del Consiglio d’amministrazione, non sottostà alla disciplina di nomina dei consiglieri in quanto organo a sé con proprie prerogative.

La legge del 2018 modifica infatti solo la disciplina del Consiglio di amministrazione dell’ASI (art. 7 decreto legislativo n.128 del 2003) stabilendo, all’articolo 3, comma 1, lettera e), che il Comitato interministeriale, istituito dalla medesima legge, deve essere sentito esclusivamente per la nomina del Consiglio di amministrazione e non anche per quella del presidente.

Infatti, per quanto riguarda l’articolo 6 del decreto legislativo n.128 del 2003 e che riguarda lo specifico iter di nomina del presidente, non sono state apportate modifiche. L’unica variazione è nell’aggiunta della “riconosciuta onorabilità” tra i requisiti che deve avere il presidente in assoluta conformità con i principi di trasparenza e di scelta della persona con la più elevata professionalità nel campo scientifico di cui all’articolo 11 del decreto legislativo n.213 del 2009 che poi è quello alla base della selezione della rosa di candidati operata dal comitato di selezione. Appare chiara, quindi, la volontà del legislatore di voler innovare solo la procedura di designazione dei componenti del Consiglio di amministrazione e non anche la procedura di individuazione del Presidente.

In conclusione, è stupefacente che si adducano inesistenti ‘vizi di forma’ sulla procedura di nomina del prof. Battiston a presidente dell’ASI invece di assumersi la responsabilità politica di ciò che è scritto nel Decreto di rimozione del Professore datato 31 ottobre 2018. E cioè che essa avviene a norma dell’articolo 6, comma 1, della legge 15 luglio 2002, n. 145, la cd. norma dello spoil system, applicata oggi per la prima volta in 16 anni agli enti pubblici di ricerca. Per essere ancora più chiari devono assumersi la responsabilità politica di un vero e proprio licenziamento in tronco.

Rivolgo pubblicamente il mio ringraziamento al prof. Roberto Battiston per il grande lavoro svolto e i successi ottenuti da presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana e la mia piena solidarietà per essere stato vittima di un’operazione politica scandalosa messa in atto da un Ministro che evidentemente antepone alla meritocrazia criteri diversi (sic!).

A tal proposito, se le indiscrezioni di stampa sulla prossima nomina fossero confermate, si dovrebbe aprire una discussione approfondita sui caratteri di militarizzazione dell’Asi che da tale nomina deriverebbero. Anche di questo il Ministro dovrà rispondere in Parlamento all’interrogazione che ho presentato.