Perché ho firmato la petizione di Federmeccanica a favore dell’Alternanza

Come affermai già in occasione degli Stati Generali dell’Alternanza del 16 dicembre del 2017, l’Alternanza scuola-lavoro non è uno stage, un tirocinio, un apprendistato. L’Alternanza è un’innovazione didattica, attraverso la quale si impara, fuori da scuola e anche attraverso la pratica, quello che serve ad arricchire il percorso di conoscenza, saperi e acquisizione di competenze per le studentesse e gli studenti.

Introdotta con la legge 107/2015, la cosiddetta ‘Buona Scuola’, l’Alternanza rappresenta una modalità didattica qualificata e preziosa, utile a offrire studi più ricchi e un importante strumento di orientamento per le ragazze e i ragazzi.

Negli anni scorsi, abbiamo lavorato dal governo e nel Paese per garantire qualità all’intero sistema. Penso in particolare all’introduzione della Carta dei Diritti e dei Doveri delle studentesse e degli studenti in Alternanza scritta assieme alle rappresentanze studentesche; la Piattaforma on-line; il Bottone Rosso per segnalare le criticità e la Task Force nazionale per gestirle e risolverle, ecc.

Anche se giunta probabilmente in ritardo e dopo anni di discussioni, oggi l’Alternanza è una realtà diffusa su tutto il territorio nazionale. Una realtà che aumenta la qualità dei percorsi formativi e favorisce scelte più consapevoli per quanto riguarda sia la scelta di prosecuzione negli studi sia l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro.

Per questo riteniamo profondamente sbagliato e lesivo dei diritti delle studentesse e degli studenti essere tornati indietro, come ha fatto l’attuale governo, rispetto a questa importante innovazione tagliando, depotenziando e sottraendo risorse.

Per contrastare questa scelta e per sostenere il valore dell’Alternanza scuola-lavoro ho firmato oggi la petizione lanciata su change.org da Federmeccanica che da anni offre qualità nei percorsi di Alternanza. Così come tante altre realtà del nostro Paese che hanno a cuore la crescita formativa dei nostri ragazzi in sinergia con le migliori pratiche educative europee e internazionali.

Una petizione che chiede, insieme a imprese, studenti, famiglie e insegnanti, di mantenere, sostenere e potenziare l’Alternanza e una formazione di qualità mirata a formare cittadine e cittadini “consapevoli dei propri diritti e doveri e in grado di inserirsi attivamente nella società contribuendovi con idee, personalità, competenze e lavoro”.