Diritti umani: un impegno da realizzare a 70 dalla Dichiarazione Onu

Settanta anni fa, il 10 dicembre del 1948, le Nazioni Unite approvavano la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, un testo di principi e di valori per gli Stati e per i popoli all’indomani della guerra e della tragedia del nazifascismo che avevano comportato la violazione di tutti i diritti umani fondamentali. Un testo lungimirante, ambizioso e fortemente impegnativo, ieri come oggi.

Molti, direi quasi tutti, gli articoli di quella Dichiarazione continuano infatti a essere violati o messi in discussione in tutto il mondo. Per questo l’impegno per la loro piena attuazione non può venire meno e, anzi, deve essere rilanciato e rinforzato in Italia, in Europa e nel mondo.

Quella prima testimonianza della volontà condivisa a livello internazionale di riconoscere i diritti e i doveri che spettano a ciascuna donna e a ciascun uomo, senza alcuna distinzione, come recita l’articolo 2 della Dichiarazione, “per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione” resta un faro per la nostra civiltà, premessa e precondizione per un mondo di pace e di giustizia.

Una prima testimonianza preceduta, in realtà, dalla nostra meravigliosa Costituzione italiana, che all’articolo 3 stabilisce che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

Sono testi di bellezza rara, scritti 70 anni fa con il contributo fondamentale delle donne, da Eleanor Roosevelt alle nostre Madri costituenti, e che parlano di questioni estremamente attuali, di indirizzi e direzioni della nostra cittadinanza italiana, europea, internazionale.

La qualità della nostra azione civile e politica non può che passare dal rispetto di tutti gli essere umani “liberi e eguali in dignità e diritti” come indicato dall’articolo 1 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.

Rispetto significa uguaglianza, riconoscimento e valorizzazione delle differenze, condivisione, attenzione a ogni persona, a ogni debolezza, a ogni potenzialità. E’ alla base di ogni comunità democratica, civile, libera. Per questo è imperativo per tutti noi lavorare affinché non restino enunciazioni astratte ma diventino obiettivi da realizzare.