Diritti delle donne, l’incontro con la Commissione FEMM
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Necessità di continuare a investire risorse sulla lotta alla tratta di esseri umani, parità di genere, congedi parentali soprattutto per i padri per condividere responsabilità genitoriali, lavorative e pubbliche e piena applicazione della legge 194.

Di questi e altri temi abbiamo discusso proprio oggi in Parlamento in occasione di un’interessante audizione con la delegazione della Commissione FEMM per i diritti della donna e uguaglianza di genere del Parlamento europeo.

Sono temi che mi stanno tutti particolarmente a cuore ma, nel mio intervento, mi sono concentrata sopprattutto sulla questione della legge 194 di cui, a 40 anni dalla sua entrata in vigore, non viene ancora garantita la piena applicazione. Con la risoluzione del 14 marzo del 2017, in questo senso la Commissione Ue ha offerto un contributo che reputo importante.

Ha infatti stabilito che la salute e il diritto alla salute riproduttiva delle donne è elemento fondamentale che non può mai essere messo a repentaglio per l’obiezione di coscienza e le convinzioni personali. In quest’ottica la laicità delle funzioni dello Stato è l’elemento che garantisce la convivenza democratica anche tra opinioni diverse.

Non a caso ribadisco sempre l’importanza centrale dell’articolo 3 della Costituzione contro ogni forma di discriminazione e a tutela della libertà di tutte e tutti.

A 40 anni dall’entrata in vigore della 194 è ancora necessario ricordare che quella legge è soprattutto una legge per la scelta libera e consapevole della maternità. Non parlerò mai di “diritto all’aborto” che comporta sempre, in ogni caso, un grande carico di dolore. Ma quella possibilità deve essere garantita.

Invece oggi in Italia è diffuso un clima ostile contro le donne e le ragazze che chiedono, in ospedale, di poter usufruire di un diritto riconosciuto da una legge dello Stato che, in quanto tale, non può essere disapplicata come invece, purtroppo, avviene diffusamente.

Oggi esiste il rischio concreto che si torni all’orrenda pratica degli aborti clandestini pericolosissimi per la salute delle donne. E’ urgente quindi che negli ospedali sia stabilito un giusto equilibrio tra medici obiettori e medici non obiettori e che questi ultimi non vengano discriminati proprio per non essere obiettori sia a livello di carriera che con la “condanna” a eseguire praticamente solo aborti.

E’ inoltre necessario che in Italia si affermi e sia condivisa la necessità di una vera educazione sentimentale e sessuale nelle scuole, quale strumento più efficace di autoconsapevolezza e prevenzione, non solo per le nostre ragazze ma anche per i ragazzi che devono essere senz’altro coinvolti e responsabilizzati.

Infine mi fa piacere ricordare la petizione lanciata su change.org da alcune ginecologhe per la piena applicazione della 194. Petizione che ho firmato e che invito tutti a sostenere.