DOCENTE SOSPESA A PALERMO: L’INTERROGAZIONE PD A BUSSETTI

INTERROGAZIONE URGENTE (ex art. 151, Reg. Senato).

 

Al Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca

 

Premesso che:

come riportato da diversi organi di stampa, Rosa Maria Dell’Aria, professoressa di Italiano presso l’istituto industriale Vittorio Emanuele III di Palermo è stata sospesa per 15 giorni, con un dimezzamento dello stipendio. Il provvedimento disciplinare è stato adottato dall’ufficio scolastico provinciale, che contesta all’insegnante di non aver vigilato sul lavoro dei suoi alunni quattordicenni. I predetti studenti, infatti, nella Giornata della memoria dello scorso 27 gennaio avrebbero presentato una videoproiezione nella quale si accostava la promulgazione delle leggi razziali del 1938 al cd. decreto sicurezza presentato dal Ministro dell’Interno, Matteo Salvini e la conferenza di Évian del 1938 – durante la quale si tentò di stabilire delle quote di accoglienza dei rifugiati ebrei provenienti dalla Germania nazista –  ad una foto del vertice informale di Innsbruck del luglio 2018 tra i ministri della Giustizia e dell’Interno dell’Unione europea per parlare della questione dei migranti;

decisamente singolari appaiono le modalità di attivazione della procedura disciplinare, avvenute a seguito di un tweet del 28 gennaio scorso apparso sul profilo di Claudio Perconte, attivista che scrive per siti di estrema destra come “Vox” e “Primato nazionale” e indirizzato al Ministro all’Istruzione Marco Bussetti; nel predetto tweet si legge: “Salvini-Conte-Di Maio? Come il reich di Hitler, peggio dei nazisti. Succede all’Iti Vittorio Emanuele III di Palermo, dove una prof per la Giornata della memoria ha obbligato dei quattordicenni a dire che Salvini è come Hitler perché stermina i migranti. Al Miur hanno qualcosa da dire?“. Al tweet ha fatto immediato seguito un post su Facebook della Sottosegretaria leghista ai Beni culturali, Lucia Borgonzoni, nel quale si legge che: «Se è accaduto realmente andrebbe cacciato con ignominia un prof del genere e interdetto a vita dall’insegnamento. Già avvisato chi di dovere»;

come noto le forme e i termini per l’attivazione del procedimento disciplinare nelle pubbliche amministrazioni sono previsti dall’articolo 55-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165, così come modificato dal decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75. Ebbene, il comma 4 del predetto articolo 55-bis, dispone che: ” (…) per le infrazioni per le quali è prevista l’irrogazione di sanzioni superiori al rimprovero verbale, il responsabile della struttura presso cui presta servizio il dipendente, segnala immediatamente, e comunque entro dieci giorni, all’ufficio competente per i procedimenti disciplinari i fatti ritenuti di rilevanza disciplinare di cui abbia avuto conoscenza.”;

numerose le manifestazioni di solidarietà espresse all’insegnante d’italiano dai colleghi d’istituto, dal vice preside e dagli studenti stessi, che, come riportato dai predetti organi di stampa, hanno inviato lettere all’Ufficio scolastico regionale per evidenziare l’imparzialità e lintegrità della docente. Come sottolineato dalla stessa, in un’intervista al quotidiano La Repubblica in data 16 maggio 2019, è stato unicamente proposto un lavoro sulla base di una serie di letture fatte sia nel corso dell’estate che il 3 ottobre in occasione della Giornata del migrante”; inoltre, la medesima aggiunge che: “non c’era alcuna intenzione di fare politica, ho sempre lasciato che i ragazzi sviluppassero liberamente il loro pensiero”. Un racconto sostanzialmente confermato da uno degli studenti, alunno della professoressa che, come riportato dal quotidiano Il Fatto Quotidiano nella medesima data del 16 maggio, avrebbe affermato: “Siamo tutti profondamente dispiaciuti per quanto accaduto e solidali con lei. Nessuno di noi era stato obbligato a partecipare a quel progetto, le immagini inserite nel lavoro in power point non sono state scelte dalla professoressa;

alla decisione dell’Ufficio scolastico provinciale sono seguite diverse proteste da parte di diverse sigle sindacali. Per l’associazione sindacale professionale, Anief ” è un brutto salto indietro in un passato che, purtroppo, non è evidentemente ancora stato superato del tutto. La sospensione sa di censura e controllo politico della più becera specie; la stessa specie che proprio in quel periodo del Novecento l’Italia ha già vissuto e contro cui molti italiani sono morti perché di essa ci si potesse finalmente liberare”. Per Luigi Del Prete, dell’esecutivo nazionale Usb Scuola, ciò che “è assolutamente inquietante è il fatto che la denuncia al ministro Bussetti sia arrivata, via social, da un giornalista di destra che ha segnalato la professoressa al Ministero, che prontamente si attivava sollecitando l’invio di un’ispezione. La celerità dell’intervento da parte del ministero dell’Istruzione e del provveditore di Palermo evidenziano ormai un clima irrespirabile all’interno del Paese e nelle scuole italiane, dove la libertà d’insegnamento è sempre più vilipesa e in cui lantifascismo ormai è sotto attacco come disvalore”;

considerato che:

la Costituzione della Repubblica italiana all’articolo 33, primo comma tutela il libero insegnamento e all’articolo 21, primo comma, dispone che: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.”.  Al riguardo, non può tacersi come il compito delle istituzioni scolastiche sia proprio quello di far sì che i ragazzi, futuri cittadini con pienezza di capacità giuridica, si formino un pensiero libero, critico, che siano attenti ai fatti della realtà e che imparino a ragionare, a pensare e a formarsi delle opinioni su quanto accade intorno a loro, nonché sul Paese e gli spazi di democrazia che lo stesso debba avere;

l’episodio segue ad una serie di censure poste in essere negli ultimi tempi. Si pensi in tal senso all’episodio accaduto lo scorso 6 maggio, quando in occasione di una visita a Salerno, del Ministro dell’interno, Matteo Salvini, è stato sequestrato il cellulare ad una ragazza a seguito di un video fatto dalla stessa mentre chiedeva al Vice Presidente se avesse mantenuto sui meridionali le opinioni espresse in passato, appellati pubblicamente e in più riprese come “terroni”. Un sequestro del tutto immotivato in quanto la ragazza si era limitata ad esprimere una domanda senza alcun insulto o atteggiamento aggressivo nei confronti del Ministro stesso;

o ancora si pensi a quanto accaduto nel Comune di Brembate, in provincia di Bergamo, dove lo scorso 13 maggio, in occasione di una visita del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, intervenuto ad un’iniziativa del suo partito, uno striscione con la scritta “Non sei il benvenuto” affisso sulle finestre di una casa privata è stato fatto rimuovere dai vigili del fuoco;

come di tutta evidenza, stiamo assistendo ad un preoccupante crescendo di episodi sintomatici di un clima montante di intimidazione nei confronti di espressioni di dissenso o critiche verso l’attuale maggioranza di Governo, senza, peraltro, che le stesse siano offensive o poste in essere in violazione di fattispecie di reato, in assenza, dunque, di qualunque ragione di ordine pubblico tale da giustificare interventi delle forze di polizia o l’adozione di provvedimenti disciplinari, come accaduto nei fatti oggetto del presente atto di sindacato ispettivo;

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo non ritenga doveroso e urgente procedere in tempi celeri ad adoperarsi al fine di far revocare il provvedimento disciplinare, nonché a chiarire quali siano stati i criteri seguiti, nonché la regolarità delle procedure poste in essere per l’adozione del provvedimento disciplinare nei confronti dell’insegnante d’ Italiano presso l’istituto industriale Vittorio Emanuele III di Palermo, Rosa Maria Dell’Aria;

se il Ministro in indirizzo non ritenga, altresì, alla luce del dettato costituzionale in materia di libero insegnamento e libertà d’espressione adottare tutte le necessarie iniziative al fine di garantire il pieno esercizio di tali libertà fondamentali, da sempre espressione della tenuta democratica del nostro Paese.