JOE COX: PORTARE AVANTI IL SUO IMPEGNO CONTRO POLITICA DELL’ODIO

Ricorre oggi il terzo anniversario della morte di Joanne Cox, la deputata britannica laburista che credeva nell’Europa e che proprio per questo fu assassinata, il 16 giugno del 2016, da un fanatico neonazista che, a pochi giorni dal voto su Brexit, pensava di abbattere l’Unione europea abbattendo una giovane donna che credeva fortemente nell’Europa, nella convivenza pacifica, nei diritti di tutte le persone. Quando morì Jo Cox aveva poco più di 40 anni, due figli piccoli e una grande carica di passione e impegno. Si occupava di diritti umani, integrazione, cooperazione internazionale, sia da attivista e cooperante che da politica. Dopo la sua morte Joe è stata commemorata in Italia alla Camera e al Senato; oltre 100 parlamentari hanno sottoscritto l’impegno a portare avanti le sue idee contenuto nella dichiarazione di Crisis Action, l’associazione con cui Joe collaborava e che si occupava di protezione dei diritti nelle zone di guerra e le è stata intitolata la commissione sull’intolleranza, la xenofobia, il razzismo e i fenomeni di odio. Allora come oggi dobbiamo continuare ad assumerci un impegno concreto, serio, quotidiano contro l’odio e la violenza. Anche quando questi si manifestano sulla rete. Perché ciò che è virtuale è reale e sono proprio i messaggi negativi, una propaganda distruttiva, il linguaggio d’odio che tende a identificare nel diverso o in chi la pensa diversamente un nemico da abbattere, che poi possono tradursi in azioni concrete. C’è una frase di Joe Cox che mi ha sempre colpito: “pur celebrando la nostra diversità, noi siamo molto più uniti e abbiamo molto più in comune di quante siano le cose che ci dividono”. Sono parole importanti, una guida preziosa per tutti noi per rispondere alla violenza e affermare quei principi fondamentali di non discriminazione, rispetto della dignità e libertà umana, che stanno alla base della nostra convivenza civile, della nostra democrazia, dell’integrazione tra i popoli e della pace.