GRANDI MUSEI: UNA CONTRORIFORMA A DANNO DELLA CULTURA

Il testo dell’interrogazione al Ministro per i beni e le attività culturali sul nuovo regolamento approvato dal CDM del 19 giugno e le sue ricadute sull’autonomia dei grandi musei

 

Premesso che:

 

in data 19 giugno il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo regolamento di organizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali (Mibac);

 

il testo, che per la prima volta non è stata sottoposto all’esame del Consiglio Superiore “Beni culturali e paesaggistici”, avrà inevitabili ricadute sull’autonomia dei grandi musei;

 

il nuovo regolamento sopprime tre istituti e luoghi della cultura autonomi (Parco Archeologico dell’Appia Antica, Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, Galleria dell’Accademia di Firenze) senza che siano esplicitati i criteri di suddetta decisione;

 

abolire l’autonomia delle istituzioni museali comporterà inevitabilmente la fine della libertà di movimento dei direttori che, proprio grazie alla possibilità di impegnare localmente gli introiti, erano stati incentivati a promuovere iniziative culturali, di promozione e formazione nei territori, ottenendo ottimi risultati in termini di numero di visitatori e di innovazione culturale;

 

l’accentramento delle risorse presso il Ministero, attraverso il controllo e la gestione diretta dei bilanci, appare piuttosto un’esigenza per fare cassa con i finanziamenti della cultura;

 

sin dall’attuazione della riforma, il precedente Governo ha cercato di riportare gli istituti della cultura italiani in linea con quelli del mondo, cercando di superare l’obsolescenza che affliggeva alcuni musei italiani;

 

come dimostrano i dati più recenti, il bilancio della riforma dei musei è stato eccezionale: si è passati dai 38 milioni del 2013 ai 50 milioni del 2017, i visitatori sono aumentati in quattro anni di circa 12 milioni (+31%) e gli incassi di circa 70 milioni di euro (+53%);

 

a fronte di un aumento degli introiti di circa 20 milioni di euro (+11,7%), sono aumentati anche i visitatori non paganti (+15%) e tale aumento è ascrivibile alla riforma e al successo delle prime domeniche del mese che, nel solo 2017, hanno portato più di 3,5 milioni di persone gratuitamente nei luoghi della cultura statali;

 

il conferimento dell’autonomia ai musei ha fatto in modo che questi si potessero rendere più autonomi per intraprendere delle strategie mirate;

 

la possibilità per un museo di provvedere con i propri mezzi alla valorizzazione e alla conservazione ha dato maggiore competitività;

 

chiede di sapere:

se il Ministro interrogato intenda illustrare le ragioni che hanno portato a tale decisione e i criteri adottati nella selezione dei musei privati della loro autonomia;

 

perché non sono stati informati preventivamente i direttori dei musei coinvolti né tantomeno il direttore generale del sistema nazionale dei musei;

 

quali misure saranno prese per far fronte ai problemi amministrativi che da tale scelta deriveranno considerati i piani triennali già varati con relativi investimenti già preventivati;

 

se non intenda, espresse le motivazioni che inducono a tale scelta, avviare un confronto con il settore.

 

FEDELI, MALPEZZI, RAMPI, VERDUCCI, ALFIERI, BOLDRINI, CUCCA, D’ARIENZO, GARAVINI, GINETTI, MANCA, MARGIOTTA, MESSINA, PARENTE, PATRIARCA, PITTELLA, SBROLLINI