Toscana Pride: a Pisa per i diritti e le libertà di tutte e tutti

Se pensiamo che proprio a Pisa, il 24 novembre del ’79, sfilò il primo corteo del movimento omosessuale italiano, credo che lo slogan scelto per la giornata di oggi non possa essere più azzeccato. “Favolose ribelli” le donne e gli uomini che allora, sfidando pregiudizi ed enormi resistenze, portarono allo scoperto le proprie vite, i propri sentimenti per rivendicare rispetto per la propria dignità e riconoscimento dei propri diritti; “favolose ribelli” le donne e gli uomini che oggi torneranno a percorrere le vie della città nonostante l’ostilità dell’amministrazione leghista che ha deciso di non concedere il patrocinio. Sono molto felice di essere al loro fianco per continuare una battaglia in favore dei diritti, della libertà e dell’autodeterminazione di tutte e tutti che, come Partito Democratico, ci ha visti in questi anni in prima linea e che, a tre anni dall’approvazione della legge sulle unioni civili, ci rende particolarmente orgogliose e orgogliosi. L’impegno però non termina qui. C’è ancora molto da fare. Soprattutto sul piano del contrasto a tutte le forme di odio e intolleranza nei confronti delle diversità, a cominciare da quelle di genere e di orientamento sessuale, che avvelenano il confronto e il dibattito nella rete, sui social con conseguenze molto pericolose anche nella realtà off line. Secondo l’Osservatorio per i diritti, l’Italia è ancora uno dei paesi più omofobi d’Europa. Ben il 92% delle persone LGBT nel nostro Paese viene infatti discriminata a causa del proprio orientamento sessuale. Peggio di noi solo Croazia e Lituania. Da questo punto di vista serve un grande investimento culturale ed educativo che parta fin dai primi anni di scuola. Gli atti di discriminazione iniziano qua. Motivo per cui, da ministra dell’Istruzione, ho voluto fortemente impegnare tutti i soggetti che formano la comunità educante nel Piano per l’educazione al rispetto e, attraverso la distribuzione della Costituzione in tutti gli istituti di ogni ordine e grado, a riflettere su quei valori e quei principi che stanno alla base della nostra convivenza civile. A cominciare da quello della non discriminazione iscritto nell’articolo 3. E’ fondamentale promuovere una cultura dello scambio, del rispetto, della non violenza ed è importante farlo nelle istituzioni e nel Paese. Ecco perché oggi sono a Pisa, per ribadire con forza che nei pregiudizi e negli stereotipi affondano le radici delle violenze e delle discriminazioni, si rispecchia l’incapacità di confrontarsi, di relazionarsi con il mondo. Per contrapporre a chi coltiva, anche in politica, l’odio o l’indifferenza, la politica dell’accoglienza delle diversità, del confronto, dei diritti.