Padre Enzo Fortunato: 25 anni di impegno per la pace e il dialogo

E’ un grande piacere per me essere oggi a Scala, nel Duomo di San Lorenzo, per festeggiare insieme a Padre Enzo Fortunato il suo 25esimo anniversario di Sacerdozio. Direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi e del mensile “San Francesco Patrono d’Italia”, Padre Enzo dedica ogni giorno un impegno totale nel diffondere un messaggio antico e moderno insieme: quello della pace, e quindi della convivenza democratica civile. E lo fa, oltre che attraverso la storica rivista “San Francesco patrono d’Italia”, sfruttando al meglio mezzi e strumenti della contemporaneità: la rete, i social network, la televisione, parlando un linguaggio comprensibile a tutte e tutti per arrivare, in più possibile, a tutte e tutti. “Internet – ha detto una volta – ci ha dato la possibilità di una cultura circolare e non piramidale. E’ la rivoluzione operata da san Francesco quando ha iniziato a chiamare l’altro fratello. Ma poi, dopo un primo passo nel web, è necessario tornare con i piedi per terra”. Ecco l’approccio di Padre Enzo: raggiungere anche chi è fisicamente lontano senza rimanere indifferenti a chi invece ci è vicino, chiede aiuto e spesso ha bisogno di gesti reali. A lui mi lega profondamente un’idea del confronto come “dialogo”, come incontro di diversità che attraverso la conoscenza reciproca e il rifiuto di ogni forma di violenza, delegittimazione, discriminazione si arricchiscono le une delle altre. Infaticabile promotore del dialogo interreligioso e divulgatore di quello “spirito di Assisi” che si sostanzia nei valori della fratellanza, della solidarietà, del rispetto di tutte le culture, di tutte le vite umane, Padre Enzo ha davvero messo in pratica l’invito, bellissimo, che spesso usa rivolgere ai giovani: “stupiteci, andate controcorrente. La società attuale ci vuole remissivi, egoisti, privi di sentimenti e di valori. Facciamo una scelta diversa: tendiamo la nostra mano al prossimo e ci stupiremo a nostra volta di quanta soddisfazione c’è nel recuperare la nostra parte più umana, più spirituale”.

Padre Enzo Fortunato: 25 anni di impegno per la pace e il dialogo

E’ un grande piacere per me essere oggi a Scala, nel Duomo di San Lorenzo, per festeggiare insieme a Padre Enzo Fortunato il suo 25esimo anniversario di Sacerdozio. Direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi e del mensile “San Francesco Patrono d’Italia”, Padre Enzo dedica ogni giorno un impegno totale nel diffondere un messaggio antico e moderno insieme: quello della pace, e quindi della convivenza democratica civile. E lo fa, oltre che attraverso la storica rivista “San Francesco patrono d’Italia”, sfruttando al meglio mezzi e strumenti della contemporaneità: la rete, i social network, la televisione, parlando un linguaggio comprensibile a tutte e tutti per arrivare, in più possibile, a tutte e tutti. “Internet – ha detto una volta – ci ha dato la possibilità di una cultura circolare e non piramidale. E’ la rivoluzione operata da san Francesco quando ha iniziato a chiamare l’altro fratello. Ma poi, dopo un primo passo nel web, è necessario tornare con i piedi per terra”. Ecco l’approccio di Padre Enzo: raggiungere anche chi è fisicamente lontano senza rimanere indifferenti a chi invece ci è vicino, chiede aiuto e spesso ha bisogno di gesti reali. A lui mi lega profondamente un’idea del confronto come “dialogo”, come incontro di diversità che attraverso la conoscenza reciproca e il rifiuto di ogni forma di violenza, delegittimazione, discriminazione si arricchiscono le une delle altre. Infaticabile promotore del dialogo interreligioso e divulgatore di quello “spirito di Assisi” che si sostanzia nei valori della fratellanza, della solidarietà, del rispetto di tutte le culture, di tutte le vite umane, Padre Enzo ha davvero messo in pratica l’invito, bellissimo, che spesso usa rivolgere ai giovani: “stupiteci, andate controcorrente. La società attuale ci vuole remissivi, egoisti, privi di sentimenti e di valori. Facciamo una scelta diversa: tendiamo la nostra mano al prossimo e ci stupiremo a nostra volta di quanta soddisfazione c’è nel recuperare la nostra parte più umana, più spirituale”.