DIRITTI DEI DETENUTI ALL’ESTERO: LA RISOLUZIONE

Garantire i diritti umani fondamentali alle cittadine e cittadini italiani detenuti all’estero. Con il via libera all’unanimità di una risoluzione in merito, la Commissione diritti umani del Senato ha scritto oggi una pagina importante e positiva. Il testo impegna il governo ad adoperarsi affinché vengano trasferiti i detenuti dai paesi dove è ancora prevista la pena di morte o non operano le guarentigie della normativa europea e a dare loro massima assistenza soprattutto nei primi momenti successivi all’arresto. Ma anche a facilitare le famiglie nell’ottenere informazioni, evidenziare sui siti delle rappresentanze italiane all’estero i numeri da contattare in caso di bisogno e quelli degli avvocati accreditati. La risoluzione fa anche un esplicito riferimento al caso di Enrico Forti affinché sia esaminata e accolta al più presto possibile la sua richiesta di trasferimento dalla Florida all’Italia. E’ fondamentale che – come avvenuto oggi in Commissione – le forze politiche, attraverso le nostre istituzioni democratiche, agiscano in modo trasversale, senza differenze di parte, nella tutela di tutte le cittadine e cittadini a maggior ragione quando, in condizione di detenzione, sono costretti all’estero.

Qui il testo della risoluzione

 

La Commissione,

 

premesso che:

 

dai dati del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, sono oltre duemila i cittadini che sono detenuti in istituti penitenziari che si trovano fuori dal territorio italiano: a fine 2018, erano 2.113 i casi registrati dal Ministero, di cui l’82% si trova in Europa, circa il 12% si trova nel continente americano, mentre i casi rimanenti fanno riferimento ad altri continenti;

a tali casi di detenzione solo in un numero molto modesto di episodi segue una condanna definitiva; la gran parte dei nostri connazionali è in una condizione di privazione della libertà ma è in attesa della sentenza definitiva;

la Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato, nel corso della sua attività, si è spesso occupata di cittadini italiani detenuti all’estero, seguendo da vicino alcuni casi; in particolare, la Commissione si è interessata della vicenda di Enrico Forti, sempre proclamatosi innocente, condannato il 15 giugno 2000 all’ergastolo per un presunto omicidio e detenuto in Florida, il quale ha inoltrato la richiesta (International prisoner transfer) di essere trasferito in un carcere italiano;

premesso in particolare che:

il 19 marzo 2019 l’Ambasciatore Giulio Terzi di Sant’Agata, già Ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, insieme al dottor Tito Giovannini, ha riferito in ordine al caso del nostro connazionale detenuto in Florida;

successivamente, nel mese di aprile 2019, la Commissione ha ascoltato Katia Anedda, presidente, e Francesca Carnicelli, avvocato, dell’associazione Prigionieri del silenzio Onlus, sulla situazione degli italiani detenuti all’estero;

 

considerato che

la situazione dei cittadini italiani detenuti all’estero è estremamente critica poiché le condizioni di vita sono spesso inadeguate e i diritti fondamentali della persona, anche se contemplati nel diritto positivo e formalmente protetti, non vengono rispettati;

il diritto alla difesa degli italiani all’estero spesso non può essere compiutamente esercitato per problemi di lingua o, in non pochi casi, di costo;

non mancano casi in cui gli atti sono redatti solo nella lingua locale, rendendo di fatto impossibile agli interessati una difesa adeguata;

non di rado i cittadini italiani sono esposti al rischio di contrarre patologie spesso molto gravi, avere accesso alle cure è molto difficile e le strutture penitenziarie di molti paesi si trovano lontane da grandi centri;

nonostante il grande lavoro svolto a tutela dei connazionali detenuti in altri paesi dagli uffici diplomatici e consolari all’estero della Repubblica italiana, efficacemente coordinati dal Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, spesso le situazioni individuali dei detenuti italiani stentano a trovare un’equa e pronta soluzione;

rilevato che

il trasferimento delle persone condannate è disciplinato, in generale, dalla Convenzione del Consiglio d’Europa sul trasferimento delle persone condannate, cd. di Strasburgo, firmata il 21 marzo 1983, cui ha fatto seguito il Protocollo adizione del 18 dicembre 1997;

i trasferimenti dei detenuti nello spazio dell’Unione europea sono regolati dalla decisione-quadro 2008/909/GAI del Consiglio adottata in data 27 novembre 2008 e attuata dal nostro paese con il decreto legislativo del 7 settembre 2010, n. 161 entrato in vigore il 16 ottobre 2010;

il trasferimento di detenuti, rispetto a paesi che non fanno parte dell’Unione europea o del Consiglio d’Europa, può avere luogo sulla base di accordi bilaterali tra l’Italia e alti paesi; l’Italia ha stipulato accordi di questa natura con molti paesi, tra cui Tailandia, Perù, Cuba, Egitto, Kazakhistan, Repubblica Dominicana;

 

impegna il Governo:

ad adoperarsi per procedere alla stipula di accordi bilaterali per il trasferimento di detenuti di nazionalità italiana con i paesi rispetto ai quali non operano le guarentigie della normativa europea e che non fanno parte del Consiglio d’Europa, a cominciare dai paesi nei quali è ancora prevista la pena capitale;

ad agevolare le famiglie degli italiani detenuti all’estero e i diretti interessati – eventualmente mettendo maggiori risorse a disposizione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale – perché possa dare risposte sempre più efficaci in questo ambito, e segnatamente:

  1. realizzando una Guida di orientamento, scaricabile dal sito del Ministero degli esteri e della Cooperazione internazionale, con le principali informazioni e le procedure previste nei casi di detenzione di nostri concittadini all’estero, illustrando il ruolo che il Ministero può svolgere nel sostenere i loro diritti, oltre a indicazioni e suggerimenti emersi dalla prassi;
  2. organizzando i siti internet delle rappresentanze italiane all’estero in modo da rendere semplice la visualizzazione del numero di emergenza da contattare in caso di bisogno;
  • aggiornando periodicamente la lista di avvocati accreditati presso le rappresentanze italiane all’estero;
  1. assistendo gli italiani che siano privati della libertà, specie nei primi momenti dell’arresto e della detenzione, affinché abbiano fin dal principio piena comprensione di quanto riportato nella documentazione relativa alla vicenda giudiziaria;

con particolare riferimento al caso del connazionale Enrico Forti, ad adoperarsi presso le competenti Autorità degli Stati Uniti, segnatamente presso il Governatore della Florida Ron De Santis, affinché l’istanza di trasferimento presentata dallo stesso Enrico Forti venga esaminata ed accolta al più preso ed egli sia ammesso a scontare la pena residua in Italia.