UN DDL PER PREVENIRE E SANZIONARE I LINGUAGGI D’ODIO SUL WEB

“Le parole sono pietre, le parole possono trasformarsi in pallottole, bisogna pesare ogni parola che si dice e far cessare questo vento d’odio”.

Un appello, questo del compianto maestro Andrea Camilleri, a far cessare il vento d’odio di fronte al quale, da legislatori, non possiamo restare indifferenti. In una società sempre più digitalizzata, in cui si comunica e le opinioni si formano prevalentemente sul web, si pone infatti il tema di come garantire il rispetto di diversi diritti costituzionalmente riconosciuti: da una parte quello alla libertà d’espressione, dall’altra quello al rispetto della dignità e alla non discriminazione delle persone attraverso il contrasto anche a tutte le forme di incitamento all’odio, alla discriminazione e alla violenza.

Il DDL che abbiamo depositato a mia prima firma ha per obbiettivo quello di introdurre, con riferimento all’insieme delle normative e delle convenzioni internazionali ed europee e delle leggi del nostro Paese, la puntuale verifica dell’attuazione dei codici di condotta già previsti contro le forme illegali di incitamento all’odio attraverso la Rete e, nei casi di inadempienza, le conseguenti sanzioni.

Si tratta di un’iniziativa assunta nel solco del Piano internazionale contro i discorsi d’odio lanciato dal Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres e della proposta di legge per una Commissione parlamentare di indirizzo e controllo sui fenomeni di intolleranza, razzismo e istigazione all’odio e alla violenza presentata durante la scorsa legislatura da Milena Santerini e riproposta da Liliana Segre anche nella legislatura corrente.

Intervenendo da una parte sui gestori informatici con specifici obblighi di segnalazione e rimozione dei contenuti illeciti e relative sanzioni pecuniarie nei casi di mancato ottemperamento, dall’altra prevedendo la reclusione da due a cinque anni e multe fino a 8mila euro per chi diffonde, per via telematica, contenuti finalizzati a istigare odio, discriminazione e violenza, con questo disegno di legge si vuole con forza contrastare la specificità dell’incitamento all’odio via web attraverso linguaggi d’odio sessista, razzista, xenofobo, omofobo e in genere discriminatorio.

Troppo spesso la cronaca ci ha riportato le conseguenze drammatiche di campagne mirate a veicolare, attraverso la Rete, ostilità e pregiudizi identificando l’altro come un diverso da allontanare, delegittimare, abbattere. Con un aumento conseguente del senso di insicurezza e vulnerabilità di chi naviga sul Web. Questa proposta di legge rappresenta un’occasione concreta in questo senso, per prevenire e contrastare con forza i linguaggi d’odio dispregiativi e violenti attraverso l’introduzione di norme che, fatta salva la libertà d’espressione di ciascuna e ciascuno, sono mirate alla salvaguardia della nostra convivenza civile e democratica e a garantire il rispetto e la tutela dei diritti fondamentali delle persone riconosciuti dalla Costituzione.