Commissione Segre contro l’odio: perché sì. Il mio intervento in Aula

Gentile Presidente,

Gentili colleghe e colleghi,

 

prima di venire al merito del voto, visto che è la prima firmataria della mozione di cui discutiamo oggi, voglio innanzitutto esprimere profondo sconcerto e una durissima condanna per gli inqualificabili insulti di cui, come ha raccontato lei stessa, la senatrice Liliana Segre è quotidianamente destinataria. Voglio associarmi, anche a nome di tutto il gruppo del Partito Democratico, agli attestati di solidarietà nei confronti di una donna straordinaria, testimone vivente dell’orrore della Shoah, che ha messo la sua vita a servizio della memoria e quindi del futuro positivo di questo Paese. L’odio verso chi porta ancora tatuata sulla pelle l’infamia di Auschwitz è un insulto non solo alla persona ma alla nostra stessa democrazia, ai valori su cui è fondata. E’ sul rifiuto dell’antisemitismo, della violenza, degli stereotipi e delle discriminazioni di ogni genere che si basa la nostra convivenza civile e democratica. Lo dobbiamo ribadire con forza! Gli insulti contro Liliana Segre rappresentano tutto ciò contro cui dobbiamo combattere: ignoranza, indifferenza, odio.

Personalmente sono davvero onorata di avere l’opportunità di sedere in questa aula insieme a Liliana Segre e di poter guardare al futuro potendo contare sulla sua umanità, sul suo spirito d’animo, sulla sua determinazione, e sulla capacità di guardare lontano che le deriva da una vita “straordinaria” e particolarmente impegnativa.

Quando si ha la fortuna di poter ascoltare chi è stata testimone diretta di momenti storici e politici così drammatici e decisivi per l’Italia che siamo e che vogliamo continuare ad essere, non si può che restare concentrati e ammirati, per imparare e condividere.

Vengo al voto.

Istituire una Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza non è una scelta che possiamo prendere in modo distratto o formale.

Quelli che viviamo sono tempi complessi, di profonda e continua trasformazione, in cui si sono smarriti sicurezze, abitudini, radici, legami di rappresentanza e di fiducia che per tanto tempo hanno caratterizzato il confronto politico, il dibattito pubblico, i vissuti della nostra comunità nazionale, delle nostre comunità territoriali.

Sembra quasi che si stia smarrendo l’identità che ci ha fatto riconoscere come Paese, tra di noi e nei confronti del resto del Mondo.

Accoglienza, generosità, altruismo, solidarietà, inclusione, rispetto delle differenze, calore umano: sono valori scritti nella nostra storia e quotidianità, e contribuiscono a generare l’affetto che il mondo intero ci rivolge. E sono scritti – ben scritti – nella Costituzione; in modo chiaro, inequivocabile, irrinunciabile.

Eppure le ragioni che motivano il voto a favore dell’istituzione della Commissione straordinaria da parte di tutto il gruppo del Partito Democratico sono vive più che mai, di fronte ai pericolosi slittamenti degli argini che con fatica la società italiana aveva costruito contro la degenerazione del linguaggio, del confronto, dei fondamenti democratici.

Siamo avvolti qualche anno – come molte altre democrazie – in una spirale di insoddisfazione, rabbia e odio che condiziona relazioni sociali e affettive, mondo del lavoro, scelte politiche.

Attitudini e comportamenti razzisti si diffondono in modo inquietante e insidioso, perché capace di toccare fasce sociali molto diverse.

Pensate anche al fenomeno del bullismo – da parte dei ragazzi e talvolta dei genitori – inquina lo spirito di condivisione della conoscenza che è l’aria naturale della scuola. E il cyberbullismo ha rotto ulteriormente limiti e argini. I ragazzi portano dentro la scuola, e nella loro giovane vita, tutto ciò che viene trasmesso dagli adulti.

I social sono diventati lo sfogatoio che tutti vediamo ogni momento, alimentato da fake news e haters professionisti che fanno dell’aggressività il tono di voce abituale.

La violenza – penso in particolare alle donne, che più la subiscono – è diventata una chiave relazionale con cui risolvere la complessità dei rapporti in una società che cambia con una velocità che non avevamo mai osservato.

Si attacca, si colpisce, si umilia, si uccide infine, per non saper ascoltare, ri-conoscere, rispettare, condividere le ragioni dell’altro.

Non c’è dubbio che occorre reagire: monitorare, approfondire, indirizzare, stimolare al cambiamento, anche in rapporto a Convenzioni e Accordi internazionali. Tutti compiti cui la Commissione Straordinaria potrà e saprà ben assolvere.

Credo poi che sia utile agire anche sul piano della Legge in termini di responsabilità, obblighi e sanzioni.

Ed è per questo che voglio ricordare il Disegno di Legge N. 634 contro l’hate speech, che abbiamo presentato lo scorso agosto e che ripongo all’attenzione di tutte e tutti voi. Il ddl configura l’incitamento all’odio sul web come nuova fattispecie di reato e definisce un quadro più stringente di responsabilità, prevenzione, tutela e sanzioni nei confronti dei gestori delle piattaforme.

Sapendo sempre che è la legge che definisce il merito di cosa va sanzionato e sapendo che per tutti noi l’articolo 21 della Costituzione così come l’articolo 3 sono e devono restare il nostro imprescindibile faro.

Ribadisco allora il voto a favore della Mozione per l’Istituzione della Commissione Straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza.

E spero possa essere l’inizio di un percorso concreto e fruttuoso di azione politica e legislativa.

 

L’ho detto tante volte – lo sapete -, lo ripeto ancora oggi: credo che la politica abbia un’enorme responsabilità per la situazione in cui ci troviamo.

In oltre 70 anni di vita repubblicana, di esperienze maturate e agite nel rispetto dei dettami costituzionali, abbiamo attraversato più di una occasione di conflitto sociale aspro, di lotta degenerata in violenza, di attacco allo Stato e ai chi ne rappresenta valori e principi non derogabili.

Ma mai come oggi la politica si è trovata schiacciata sul cattivo esempio. Linguaggi violenti, aggressività, insulto e derisione in pubblico, in un gioco di ostentazione a chi è più bullo in cui vale tutto, in cui la ricerca di primeggiare passa sopra gli altri, non temendo di distruggerli – fisicamente o verbalmente – se questo può portare briciole di consenso, che a loro volta alimentano un senso di onnipotenza, in un drammatico circolo vizioso.

Interrompiamo questo circolo vizioso, onoriamo tutti insieme la presenza tra noi di Liliana Segre, proviamo per una volta a dare il buon esempio.

Tocca prima di tutto a noi, a noi che siamo rappresentanti del popolo nelle istituzioni, cambiare, spegnere l’incendio dell’odio e praticare la capacità di sostenere i valori e i comportamenti che, attuando i dettami costituzionali, ci uniscono nel rispetto delle nostre differenze, di tutte le differenze che sono la più straordinaria ricchezza della nostra comunità. Per questo vi invito a un voto unanime, unitario alla mozione Segre nella consapevolezza che sarebbe un ottimo viatico per un buon lavoro insieme.

Votiamo a favore.

Grazie.