Le “Sardine” arrivano a Roma: una scossa positiva per risvegliare la buona politica

Quando nel loro manifesto le sardine, che domani scenderanno in piazza a Roma dopo aver pacificamente riempito e animato quelle di tante altre città, si descrivono come un movimento che rifiuta il populismo, la violenza verbale, l’aggressività esasperata e vuota di contenuto come metodo politico, non posso che condividerne spirito e finalità. E quindi l’invito a tornare alla buona politica, alla politica del rispetto, delle scelte concrete, della serietà. I linguaggi d’odio, pregni di violenza, rancore, infarciti di stereotipi e pregiudizi, hanno avvelenato il dibattito pubblico contribuendo a diffondere un clima di intolleranza, di reciproco sospetto, di chiusura verso l’altro. Ad allargare sempre di più la distanza tra politica e cittadini, ad accrescere un sentimento di profonda disaffezione verso i partiti, a disincentivare la partecipazione al voto e la fiducia verso la rappresentanza politica. Di questo noi politici dobbiamo avvertire tutta la responsabilità e condividere con queste ragazze e ragazzi un impegno a cambiare stile e linguaggi, a rispettare persone, opinioni, diritti e le istituzioni che abbiamo l’onore di rappresentare. Non si tratta di mettere il cappello su questo movimento. Anzi, questa è una tentazione da cui tutti farebbero bene a rifuggire. Questo movimento va innanzitutto rispettato, ascoltato, compreso e sostenuto in un dialogo positivo e proficuo volto al bene comune, alla riscoperta di quei valori che ci rendono una comunità civile e democratica. Il movimento delle sardine è la risposta pacifica, inclusiva e quindi potente a chi investe e specula sulla paura, a chi costruisce il consenso sfruttando una retorica aggressiva e provocatoria. Esiste invece un’alternativa. Questo movimento civico e spontaneo lo dimostra. Deve saperlo dimostrare anche la politica.