L’importanza della memoria: conoscenza, cultura, educazione sono gli unici vaccini per contrastare l’antisemitismo

Ecco il mio intervento in Senato durante la discussione sulle mozioni sui “viaggi della memoria”.
Qui il link della mozione
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/18/Sindisp/0/1142399/index.html

Gentile Presidente,

gentili colleghe e colleghi,

tra le funzioni di un’Aula Parlamentare c’è anche quella di far vivere i valori di convivenza, di rispetto, di libertà che sono a fondamento di ogni democrazia.
Occuparsi di antisemitismo nel 2020 in Italia è allora stare esattamente nel solco dei doveri e delle responsabilità che ci derivano dall’essere senatrici e senatori della Repubblica, nel pieno rispetto dei valori Costituzionali.

Rinsaldare in cittadine cittadini la Memoria, il ricordo e la piena consapevolezza di quello che è successo in passato è decisivo per far sì che nel presente e nel futuro non si ripetano più quegli atroci crimini contro la dignità di donne e uomini.

Non dobbiamo pensare di essere distanti da quella furia dissennata che ha permesso a degli esseri umani di costruire una fabbrica della morte per altri esseri umani.

Soprattutto in un momento in cui rigurgiti di odio, di antisemitismo, di violenza tornano a macchiare le nostre comunità, nei contesti sociali, sul web, nelle interazioni politiche.

E in un momento nel quale l’opinione pubblica segna un preoccupante calo di consapevolezza, come dimostra quel 15,5% di italiane e italiani convinti che la Shoah non sia mai esistita che emerge dal Rapporto Italia 2020 di Eurispes, con una crescita esponenziale rispetto al 2,7% di negazionisti del 2004.

Quello che sta accadendo quotidianamente alla senatrice Segre – che non ringrazieremo mai abbastanza per aver voluto concedere la sua storia e la sua vita per insegnare qualcosa a tutte e tutti noi, in questa aula come in ogni luogo che ha visitato in questi mesi, a partire dalle scuole – è l’esempio più visibile e sconvolgente di antisemitismo che abbiamo potuto osservare, ma di episodi gravi ce ne sono stati tanti, decisamente troppi per non accendere una luce di allarme vero e serio rispetto alla nostra comunità.

Bene dunque che lo scorso 27 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria, il Consiglio dei Ministri abbia ribadito l’impegno a promuovere e a rafforzare la memoria dell’Olocausto e a contrastare l’antisemitismo in tutte le sue forme, indicando la professoressa Milena Santerini come coordinatrice per la lotta contro l’antisemitismo e assumendo – in coerenza con la risoluzione sulla lotta contro l’antisemitismo adottata dal Parlamento europeo il 1° giugno 2017 e con le conclusioni del Consiglio europeo del 13-14 dicembre 2018 – la definizione di antisemitismo formulata dall’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto (IHRA): “L’antisemitismo è una certa percezione degli ebrei che può essere espressa come odio nei loro confronti. Le manifestazioni retoriche e fisiche di antisemitismo sono dirette verso le persone ebree, o non ebree, e/o la loro proprietà, le istituzioni delle comunità ebraiche e i loro luoghi di culto”.

Non siamo immuni da quell’odio.

Dobbiamo sapere che è replicabile – e lo stiamo purtroppo vedendo – e che gli unici vaccini in grado di contrastarlo sono la conoscenza, la cultura e l’educazione per non essere mai indifferenti.

È su questi aspetti che dobbiamo puntare, sostenendo tutto il sistema di istruzione, educazione e formazione.

Il Ministero ha fatto molto in questi anni, in termini di linee guida didattiche come di occasioni di ricordo – e voglio sottolineare l’esperienza condivisa con l’UCEI del Viaggio della Memoria, perché ho ancora davanti a me i volti commossi e poi determinati delle ragazze e dei ragazzi che ho avuto l’onore di accompagnare ad Auschwitz, un’esperienza potente che dimostra come il contatto diretto con la Memoria sia prezioso per alimentare conoscenza, consapevolezza, rispetto, cambiamento di atteggiamenti anche nella propria vita sociale.

All’importanza della memoria – testimoniata dalle parole di Primo Levi, “l’Olocausto è una pagina del libro dell’Umanità da cui non dovremo mai togliere il segnalibro della memoria” – deve accompagnarsi il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza.

E serve allora che tutto il Paese, a partire dalle Istituzioni nazionali, regionali, territoriali, mostri il massimo impegno e la massima responsabilità – e in questo senso trovo che in questi mesi ci siano stati troppi distinguo da alcune parti politiche, e che sarebbe stato un bel segnale evitare una contrapposizione di mozioni da parte dell’opposizione.

Quello che tutti i firmatari di questa mozione chiedono è che il Governo continui e rafforzi l’impegno contro ogni forma di antisemitismo, per la conoscenza e l’educazione, con una serie di obiettivi concreti.

Perché il fenomeno dell’odio antisemita e la didattica della Shoah vanno affrontati con un approccio che tenga conto della complessità del fenomeno, che non sia focalizzato su una singola iniziativa, per quanto importante;

fondamentale e non più procrastinabile è la verifica del quadro normativo in materia di negazionismo, di apologia del fascismo, di requisiti e prove per la benemerenza da parte dei perseguitati del regime nazifascista e dei reati commessi con l’aggravante dell’odio razziale.

Quindi chiediamo che il Governo si impegni a sostenere, anche mediante assegnazione di risorse, le istituzioni e i luoghi dedicati alla memoria, nel loro compito di conservazione e trasmissione del ricordo, al fine di prevenire e contrastare i fenomeni di antisemitismo;

a sostenere e promuovere la digitalizzazione degli archivi contenenti i documenti originali relativi alle leggi razziali, alla discriminazione e alla deportazione e la mappatura di tutti i campi di prigionia e sterminio in Italia;

a elaborare e aggiornare, di concerto con la coordinatrice per la lotta contro l’antisemitismo e con le società scientifiche degli storici, linee guida per le scuole di ogni ordine e grado e le università sui contenuti e i percorsi educativi specificatamente dedicati all’antisemitismo e alla memoria della Shoah, al fine di integrare i corsi di studio universitari e l’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole di ogni ordine e grado;

ad adottare le iniziative necessarie affinché le università inseriscano la lotta all’antisemitismo negli obiettivi della cosiddetta terza missione, da realizzare in modo interdisciplinare;

a promuovere, di concerto con la coordinatrice per la lotta contro l’antisemitismo, le iniziative legate alla lotta all’antisemitismo, anche attraverso il coinvolgimento di tutte le istituzioni territoriali, a livello regionale, provinciale e comunale, in modo che sulle stesse iniziative possano instaurarsi forme di coordinamento utili alla moltiplicazione della diffusione dei loro contenuti;

a continuare a promuovere e sostenere, anche mediante assegnazione di risorse, i viaggi della memoria.

È una mozione che riguarda il cuore della nostra Repubblica, della democrazia, delle possibilità di futuro che vogliamo dare a ognuna e ognuno dei nostri ragazzi e ragazze.

Concludo con una citazione di Hannah Arendt:

“Quel che ora penso veramente è che il male non è mai ‘radicale’, ma soltanto estremo, e che non possegga né profondità né una dimensione demoniaca. Esso può invadere e devastare il mondo intero, perché si espande sulla superficie come un fungo. Esso ‘sfida’ il pensiero, perché il pensiero cerca di raggiungere la profondità, di andare alle radici, e nel momento in cui cerca il male, è frustrato perché non trova nulla. Questa è la sua ‘banalità’. Solo il bene è profondo e può essere radicale”.

Questo è quello che vogliamo: rafforzare il pensiero, attraverso l’educazione e la conoscenza, per far riconoscere le tracce dell’odio e dell’indifferenza, vincere contro la superficialità del male, affermare i valori di umanità, rispetto delle differenze e convivenza pacifica.

Grazie.