Il Presidente partigiano: il ricordo di Pertini a 30 anni dalla morte

“Oggi la nuova Resistenza in che cosa consiste. Ecco l’appello ai giovani: di difendere queste posizioni che noi abbiamo conquistato; di difendere la Repubblica e la democrazia. E cioè, oggi ci vogliono due qualità a mio avviso cari amici: l’onestà e il coraggio”.

Sandro Pertini

Il Presidente Pertini ci lasciava 30 anni fa, un tempo lungo, in cui la nostra Repubblica ha attraversato mutamenti sociali, politici e culturali importanti. Un’Italia molto distante da quella in cui ha vissuto e lottato il Presidente della Repubblica più amato della nostra storia, un’Italia diversa in cui abbiamo la responsabilità di mantenere vivo l’insegnamento di tutti coloro che sacrificarono al Paese le loro vite, le loro famiglie e la loro giovinezza per concederci oggi la libertà di cui godiamo.
Sandro Pertini fu uno di quegli uomini, passò tutta la vita al fianco dei più deboli e dei lavoratori “nei giorni di sole e nei giorni di tempesta”. Prima in difesa dei suoi compagni e del suo Ideale affrontando carcere e confino e poi come garante della nostra Costituzione, simbolo della libertà da lui conquistata durante la guerra al fascismo e in nome della democrazia.

Pertini ha saputo rappresentare la parte più bella dell’animo degli Italiani, generosità, amore per la libertà, umanità nei confronti di chi è debole, lotta tenace contro le ingiustizie e le dittature. La personalità di Pertini è l’espressione più viva della Resistenza e di quel pensiero sociale e progressista di cui lo stesso Presidente riconosceva i maestri in Giacomo Matteotti, Giovanni Amendola, Piero Gobetti, Carlo Rosselli, don Minzoni e Antonio Gramsci, con il quale condivise l’esperienza del carcere.

Partigiano, antifascista, socialista, profondamente democratico, non ammetteva che ci potesse essere giustizia sociale senza libertà ma nello stesso tempo ammoniva che la libertà senza giustizia sociale è solo una conquista fragile e vana. Venne eletto Presidente con la più larga maggioranza della storia repubblicana. Ricoprì questo ruolo negli anni bui del terrorismo che culminarono nell’omicidio di Moro, momenti tragici della nostra Repubblica che Pertini affrontò sempre con la stessa fermezza e lo stesso amor di Patria dimostrati durante la Resistenza, sempre con l’intenzione di rappresentare tutti gli italiani, nell’aspirazione costante alla libertà e alla giustizia.

Coerente e rigoroso ma nello stesso tempo spontaneo e naturale, non amava i sermoni e impartiva lezioni senza essere mai pedante. I suoi insegnamenti e sopratutto le sue azioni siano d’esempio per noi e soprattutto per i giovani, per le generazioni future affinché non dimentichino mai la perseveranza nel combattere il fascismo e le ingiustizie e coltivino l’amore per il proprio Paese e per il prossimo perché, come affermava il Presidente, “il modo migliore di ricordare i morti è quello di pensare ai vivi”.