Emergenza COVID19 – la mia newsletter 3 aprile 2020

Carissime e carissimi,

dati della Protezione Civile indicano che finalmente la curva dei contagi causati da Coronavirus comincia a decrescere. E’ un segnale estremamente incoraggiante, significa che la grande prova di responsabilità cui siamo stati tutti chiamati sta dando risultati importanti. Naturalmente questo è il momento di consolidare questa tendenza ed è per questo che il govenro ha deciso di prolungare fino al 13 aprile tutte le misure già previste sul fronte sanitario. Mentre per quanto riguarda gli interventi di sostegno economico e lavorativo alle famiglie, imprese e lavoratori è in fase di conversione in legge il decreto Cura Italia mentre già si sta lavorando al cosiddetto decreto aprile.

Qui tutti i provvedimenti attualmente vigenti approvati dal Governo in seguito all’emergenza sanitaria internazionale a cominciare dalla proroga al 13 aprile di tutte le misure adottate finora, con l’aggiunta dello stop alle sedute di allenamento collettivo per gli atleti professionisti.

Qui invece una raccolta di link utili ad accedere alla misure economiche già messe in campo dal governo per mettere famiglie, lavoratori e imprese nella condizione di poter affrontare il presente e affrontare il futuro.

Qui sotto l’informativa del ministro Speranza dello scorso 1 aprile.

Perché i trasformismi indeboliscono la politica

Sono convinta che la coerenza sia certamente da misurare, umanamente, in rapporto a se stessi, ma va intesa, politicamente, anche come responsabilità rispetto agli impegni presi. Ecco perché penso che i trasformismi indeboliscano la politica. Ne parlo qui in questo articolo su Huffington Post.

L’ALLARME CORONAVIRUS

In merito all’emergenza globale dichiarata giovedì sera dall’OMS, per evitare il dilagare della psicosi che certamente non serve a gestire il fenomeno del contagio da coronavirus,qui quanto dichiarato dal ministro della Salute Roberto Speranza alla Camera e qui i provvedimenti assunti dal consiglio dei ministri.

L’intervento dell’Europa

Dopo alcune indecisioni, l’Europa ha finalmente imboccato la strada giusta. Con unalettera agli italiani, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha chiesto scusa al nostro Paese e garantito aiuti concreti da parte della Ue.

In questa direzione va l’assunzione di SURE il nuovo strumento europeo di sostegno temporaneo per attenuare i rischi di disoccupazione in un’emergenza pensato per aiutare a proteggere i posti di lavoro e i lavoratori che risentono della pandemia di coronavirus e che fornirà 100 miliardi di euro sotto forma di prestiti a condizioni favorevoli. Qui per approfondirne il funzionamento.

Proprio nei giorni scorsi, insieme a Gianni Pitella avevamo lanciato un appello affinché, per non morire, l’Europa non perdesse tempo.Qui il testo pubblicato su Corriere della Sera.

No a svolte autoritarie nel cuore dell’Europa

Il colpo di mano di Orban in Ungheria è assolutamente incompatibile con i valori e regole condivise in Europa. L’emergenza coronavirus non autorizza la sospensione dello stato di diritto e l’assunzione dei pieni poteri, rinnovabili senza limiti, annunciata dal presidente ungherese. Democrazia, libertà d’informazione, istituzioni sono le uniche garanzie che possono consentire agli Stati di gestire una crisi come quella in atto e successivamente il ripristino di tutti i diritti attualmente sospesi come quello alla libera circolazione delle persone. In uno Stato democratico il Parlamento deve poter continuare a svolgere le proprie funzioni, discutere e approvare anche i provvedimenti assunti dal governo per decreto. Nel cuore dell’Europa nessuna svolta autoritaria può dunque essere in alcun modo tollerata.

Garantire il diritto all’IVG anche in tempi di Covid19: l’interrogazione

In questi giorni di emergenza sanitaria, è emerso, in molte province italiane, soprattutto nelle regioni del Nord Italia più colpite dall’epidemia di Covid-19, un grave problema rispetto al diritto di effettuare l’Interruzione volontaria di gravidanza. Una circostanza attribuibile alla necessaria riconversione di interi reparti alla cura dei pazienti contagiati e alla riduzione all’indispensabile di altri accessi. Sottoscritta da tutti i partiti di maggioranza e da Più Europa, abbiamo presentato, a mia prima firma, un’interrogazione urgente al ministro della Salute per garantire il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza in sicurezza e nei tempi previsti dalla legge 194.Qui il testo.

Qui la lettera appello della associazione al presidente Conte e al ministro Speranza che riprende i termini dell’interrogazione.
Prendere in carico situazioni di violenza domestica contro donne e bambini: un impegno del Parlamento

In questi giorni il Parlamento è chiamato a discutere e votare le misure varate dal governo e la scelta difficile ma necessaria che si sta compiendo con il decreto Cura Italia per fare fronte all’emergenza Coronavirus che sta mettendo a durissima prova il nostro Paese. Oltre ai provvedimenti per il contenimento del contagio e di sostegno all’economia devono entrare anche le modalità di aiuto alle donne e ai bambini vittime di violenza e in genere ai minori in condizioni di fragilità sociale, economica, educativa, con patologie o gravi disabilità. Fondamentale quindi accogliere gli iemendamenti elaborati dalla commissione femminicidio e condivisi nel corso di una larga interlocuzione con associazioni e centri antiviolenza, aumentare la pubblicità del numero verde 1522 per chiedere soccorso, impedire che donne e minori restino nella stessa abitazione dell’uomo maltrattante. In Italia sono numerosissime le situazioni a rischio sia sul fronte della violenza di genere che su quello del disagio minorile. In molti casi si tratta di situazioni sommerse o invisibili. Bisogna avere la forza di farle emergere e di prenderle immediatamente in carico cogliendo da subito l’occasione offerta dalla prossima discussione in Parlamento. È un’esigenza rappresentata nel Paese da tante associazioni e forze sociali che si stanno mobilitando e alla quale intendiamo rispondere con proposte di merito precise e mirate.

Bene il tavolo di lavoro con le associazioni sui diritti dei minori

In queste settimane, per le giuste misure di sicurezza sanitaria contro il Coronavirus, alle bambine e ai bambini è stato sottratta ogni occasione di socialità, d’interazione fisica con i loro coetanei e altre figure adulte di riferimento eccetto i propri genitori. Fondamentale è stato quindi l’impegno del Miur nel garantire, attraverso la straordinaria professionalità di educatrici ed educatori dell’infanzia e personale docente delle scuole primaria e secondaria, la possibilità di svolgere didattica a distanza attraverso gli strumenti del digitale. D’altra parte sappiamo che l’apprendimento non esaurisce i tanti e diversi bisogni dei nostri bambini e ragazzi. In molti casi, soprattutto per quanto riguarda i più piccoli, possono verificarsi situazioni di rifiuto dell’incontro con gli altri attraverso una piattaforma digitale. Tutto ciò dà conto della complessità e delicatezza della sfera emotiva e comportamentale dell’infanzia soprattutto in circostanze di emergenza come quella che, ormai da diverse settimane, stiamo vivendo. Ecco perché ritengo assolutamente importante e condivisibile l’iniziativa assunta da alcuni colleghi del Pd e del M5s di promuovere un tavolo aperto alle associazioni per condividere alcune misure dedicate a tutti i minori e con particolare attenzione a quelli che vivono condizioni di maggiore fragilità sociale, economica, educativa e affettiva, esposti al rischio di violenza domestica, abbandono o estrema povertà. I minori sono cittadine e cittadini a tutti gli effetti e se il nostro impegno nelle istituzioni è quello di non lasciare solo nessuno, a maggior ragione, non possiamo lasciare soli loro.

Il valore del lavoro delle donne

Nei giorni scorsi, nel corso di una diretta Fb promossa dalla Conferenza delle donne democratiche della Toscana ho condiviso alcune riflessioni sull’impatto del Coronavirus sulle questioni di genere. Un’occasione utile per cominciare a ragionare su come ripensare il dopo crisi alla luce del ruolo e del lavoro delle donne nella nostra società.Qui il ink per rivedere la diretta, qui a sintesi di ciò che ho detto.

Qui sotto, invece, la lettera pubblicata su Avvenire sulla necessità di cambiare, ribaltare il modo in cui attribuiamo valore sociale a persone, funzioni, professioni.

Sul lavoro no conflitto, sì condivisione e reciproca responsabilità tra sindacati e imprese

I luoghi di lavoro devono essere luoghi sicuri sempre e a maggior ragione oggi che l’Italia sta combattendo contro una gravissima pandemia. Alla luce dell’ultimo decreto del governo che sospende tutte le attività produttive non considerate essenziali, decreto all’esame del Parlamento questa settimana, e sulla scia della positiva interlocuzione che ha portato nei giorni scorsi alla condivisione di un protocollo tra aziende e sindacati, promosso dal governo, per la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro, è necessario concordare ulteriori e necessarie condizioni per lavoratori e imprese dei settori che non possono chiudere. Entriamo in una fase decisiva sia per quanto riguarda il contenimento del virus che per le misure di sostegno all’economia. Gestire in modo responsabile e condiviso questo passaggio è dovere di tutti. Serve la consapevolezza che ciascuno è chiamato a dare il proprio contributo nel modo più costruttivo possibile e utile a governare l’emergenza e a costruire, il prima possibile, le condizioni essenziali per la necessaria ripartenza e ripresa.

Il Tricolore a mezz’asta: un simbolo per unire il Paese

Il Tricolore a mezz’asta in segno di lutto per le vittime del coronavirus e di vicinanza ai familiari, con il minuto di silenzio che abbiamo osservato tutte e tutti alle 12 di martedì scorso, è un segnale che ha unito l’intero Paese in un abbraccio ideale e in un ringraziamento collettivo a chi sta combattendo in prima linea per affrontare questa gravissima emergenza: medici, infermieri, lavoratrici e lavoratori che non si possono fermare, forze di polizia, sindaci e amministratori locali. Da quando è stato proposto ho subito creduto si trattasse di un’iniziativa doverosa. Molti cittadini, in tutta Italia, contano ad oggi tra i propri cari, amici o conoscenti persone che sono state contagiate e purtroppo, in troppi casi, persone che non ce l’hanno fatta. Non poter stringere la mano a chi sta soffrendo, non poter nemmeno concedere un funerale a chi ci ha lasciato senza il conforto degli affetti, è una prova molto grande che il nostro Paese sta affrontando con dignità, compostezza e senso di responsabilità. Ecco perché questa sorta di cerimonia a distanza era doverosa per sentirci tutti umanamente più vicini e solidali soprattutto con quelle realtà ancora sotto forte pressione.

#DistantiMaUniti al fianco delle persone con autismo e disabilità

Il 2 aprile è ricorsa la Giornata mondiale per la consapevolezza sull’ autismo. Mai come quest’anno possiamo renderci davvero più consapevoli della condizione delle persone autistiche e dell’amore e dell’impegno richiesti ai loro famigliari. Le necessarie misure adottate per il contenimento del contagio gravano infatti in modo particolare sulle persone più fragili e nel caso degli autistici possono influire negativamente sul loro percorso terapeutico. A loro in questi giorni mi sento particolarmente vicina, a loro voglio mandare il mio abbraccio e il mio pensiero.

Perché è essenziale che il Parlamento funzioni nel pieno di tutte le sue prerogative

Il Parlamento è aperto e deve svolgere la sua funzione. Le lacrime di queste ore – quanto dolore per Bergamo e la sua provincia mia terra d’origine – non devono venire da soli ma insieme a impegno e forza di lottare. Ne ho scrittoqui su Huffington Post.

Cosa ci insegna la vicenda di Ilaria Capua

Rileggere oggi le parole con cui Ilaria Capua scelse di dimettersi dal Parlamento dopo assurda vicenda giudiziaria e mediatica aiuta a far capire quanto odio, giustizialismo, sensazionalismo fanno male alle persone, alla scienza, all’Italia. Le ripropongo qua.

#MaiPiùRazzismo

La battaglia globale che stiamo combattendo contro un nemico globale come il
Coronavirus invisibile e pericoloso, che colpisce e può colpire tutti, senza distinzioni di alcun tipo, ci fa capire quanto sia non solo sbagliato ma anche assolutamente inutile il razzismo e ogni forma di discriminazione. Razzismo e discriminazioni non ci proteggono da nulla. Anzi, ci rendono più soli e più deboli. ‘Il volto dell’Umanità è l’unico che conosco’ recita l’azzeccato slogan della campagna di quest’anno dell’Unar per la Settimana d’azione contro il razzismo culminata nella giornata internazionale del 20 marzo. E davvero mai come in questo momento ci rendiamo conto che solo uniti, virtualmente ma profondamente, è e sarà possibile superare questa drammatica emergenza. Ecco perché dedicare la Giornata contro il razzismo a chi è impegnato ogni giorno per proteggere e salvare il prossimo, che avvenga in mare o in una corsia d’ospedale, nelle strade dei nostri quartieri o in una mensa, è stata davvero una scelta giusta e apprezzabile. Ma tutti possono fare molto, restando uniti anche se a distanza per far vincere l’Umanità contro discriminazioni, odi, violenze e indifferenza.