Garantire percorsi sicuri e nei tempi previsti dalla L.194

Ecco il testo dell’interrogazione urgente al ministro della Salute Roberto Speranza.

AL MINISTRO DELLA SALUTE
In questi giorni di emergenza sanitaria, è emerso, in molte province italiane, soprattutto nelle regioni del Nord Italia più colpite dall’epidemia di Covid-19, un grave problema rispetto al diritto di effettuare l’Interruzione volontaria di gravidanza in sicurezza e rispettando i tempi previsti dalla L.194/78
Infatti considerato che in questo momento molti reparti ospedalieri sono stati dedicati alla cura dei pazienti Covid19, che gli accessi in ospedale devono sempre essere ridotti all’indispensabile e che, in situazioni gravi come quella che stiamo vivendo, tali accessi devono essere limitati alle sole urgenze, per ridurre le possibilità di contagio, si rischia che le donne non possano esercitare con tranquillità il loro diritto ad interrompere volontariamente la gravidanza.

Le interruzioni volontarie di gravidanza non possono essere rimandate, occorre quindi immediatamente un piano esecutivo che metta a disposizione delle donne in ogni regione le strutture sanitarie che garantiscano:
a. l’effettuazione degli interventi secondo le diverse necessità contemplate dal nostro ordinamento, potenziando l’uso della procedura farmacologica presso le strutture dove già in uso;
b. la certificazione IVG presso i Consultori garantendo la prenotazione presso il centro ivg ospedaliero in modo da evitare eccessivi e pericolosi spostamenti alle donne nella fase di emergenza sanitaria;
c. l’inserimento tra i prelievi pre IVG chirurgica il Tampone Covid in modo che le donne positive abbiano percorsi dedicati nell’interesse sia delle donne stesse che degli operatori;
d. il potenziamento dei Centri IVG con personale dedicato;
e. la sicurezza dei luoghi di accoglienza delle donne rispetto al contagio.
In ciascun percorso terapeutico le donne devono essere accolte in regime di sicurezza e là dove sia tecnicamente possibile deve essere garantita la riduzione massima dei tempi di permanenza in ricovero, favorendo il day hospital, aumentando i tempi delle cure domiciliari attraverso il monitoraggio garantito dalla struttura che ha effettuato la presa in carico.
Riteniamo che in questo particolare momento di emergenza il Ministero della Salute debba garantire il prosieguo delle attività di interruzione di gravidanza, monitorando tutto il territorio nazionale e incentivando la dove sia possibile, con il parere positivo dei tecnici, l’accesso a percorsi domiciliari monitorati.
Auspichiamo il massimo raccordo con i tribunali competenti per semplificare i percorsi delle donne minorenni.
Chiediamo inoltre che il ministero divulghi con urgenza un elenco delle strutture cui fare riferimento, in questo periodo, per l’interruzione di gravidanza e che sia garantito lo spostamento delle donne per questo motivo.

Valeria Fedeli, Valeria Valente, Monica Cirinnà, Paola Boldrini, Alessandra Maiorino, Donatella Conzatti, Emma Bonino, Loredana De Petris, Julia Unterberger, Anna Rossomando, Dario Stefano, Tatiana Rojc, Vincenzo D’Arienzo, Bruno Astorre, Gianni Pittella