Nilde Iotti: a 100 anni dalla nascita della madre della Repubblica

“Io stessa – non ve lo nascondo – vivo quasi in modo emblematico questo momento, avvertendo in esso un significato profondo, che supera la mia persona e investe milioni di donne che attraverso lotte faticose, pazienti e tenaci si sono aperte la strada verso la loro emancipazione”

Figlia di un sindacalista ferroviere, combattente partigiana nei Gruppi di difesa della donna e presidente dell’Unione Donne Italiane di Reggio Emilia, città dove nacque ormai 100 anni fa. Nilde Iotti fu una delle madri della nostra Repubblica. Dopo aver affrontato gli orrori della guerra combattendo strenuamente contro il nazifascismo, venne eletta all’Assemblea Costituente tra le fila del Partito Comunista e fece parte della “Commissione dei 75” incaricata della stesura della nostra Costituzione.

Nilde Iotti ebbe un compito arduo nella sua lunga carriera politica, sradicare pregiudizi e chiusure nei confronti delle donne, cercare di valorizzare tutte quelle energie e quelle formidabili risorse femminili troppe volte accantonate e non mobilitate né nel lavoro né nella vita pubblica a causa di una impostazione maschilista e miope, che ha portato e purtroppo arreca ancora danni al nostro Paese. Fu la prima donna ad essere eletta Presidente della Camera, ricoprì una delle più alte cariche dello Stato per 13 anni consecutivi. Nessuno nella storia d’Italia ha ancora raggiunto il suo primato. Spirito imparziale e sempre in difesa del parlamentarismo e della nostra democrazia, profuse il suo impegno per realizzare importanti riforme civili e per garantire alle donne diritti e dignità nel mondo del lavoro e in quello della famiglia.

La sua foto campeggia nella Sala delle Donne di Montecitorio, insieme a quella delle figure femminili che hanno fatto parte delle nostre Istituzioni. In quella Sala però vi sono ancora due specchi: ci ricordano che nessuna donna ha ancora ricoperto il ruolo di Premier o di Presidente della Repubblica. C’è ancora tanta strada da fare nella nostra società per raggiungere pari diritti e pari opportunità, possiamo però continuare su quella strada tracciata da Nilde che ha insegnato a tutte e a tutti non solo che vuol dire ricoprire un ruolo di altissima responsabilità nel nostro ordinamento repubblicano ma anche che vuol dire essere una Donna, con la D maiuscola:

“essere stata una di loro e aver speso tanta parte del mio impegno di lavoro per il loro riscatto, per l’affermazione di una loro pari responsabilità sociale e umana, costituisce e costituirà sempre un motivo di orgoglio della mia vita”