Rai: impostare da subito la fase2 per il rilancio di una funzione pubblica del servizio

L’intervista del 22 aprile all’Adnkronos

Sul riequilibrio messo in atto dalla Rai dopo la diretta televisiva del premier Conte Salini non si è assunto la responsabilità. Sulla stessa vicenda il presidente della Rai Marcello Foa non ha dato alcuna risposta precisa sulla catena di comando e, in merito alla telefonata che secondo alcuni giornali avrebbe ricevuto dal leader della Lega Salvini, ha spiegato di aver scelto di non fare una smentita perché in base alla sua esperienza di giornalista smentire equivale a raddoppiare la falsa informazione. Un presidente della Rai che non smentisce una cosa sui giornali, però, a mio avviso la conferma. Con Salini, però c’è stata una interlocuzione utile, da verificare poi alla prova dei fatti, sul rilancio della Rai, sulle assunzioni legate al cosiddetto ‘giusto contratto’ e sulla valorizzazione delle competenze interne.

Nella situazione di emergenza legata al Covid-19 l Servizio Pubblico ha fatto bene e il merito va a tutte le forze interne che hanno operato in questa fase. La Rai, però, già ora deve reimpostare la seconda fase e cioè quella del rilancio di una funzione pubblica. Rilancio per il quale bisogna riprendere in mano tutto ciò che sta scritto come funzione nell’ultimo contratto di servizio. Lì dentro ci sono tutte le indicazioni per accompagnare il Paese in una nuova dimensione per costruire una società, una economia, una cultura della conoscenza, dell’inclusione e della non esclusione di nessuno

Il contratto di servizio 2018-2022 è un punto di riferimento che oggi sostiene la Rai ancora di più. E’ da questo punto di vista che ho chiesto all’ad Salini a che punto fosse il piano industriale. Un piano che a mio parere è da rivedere in relazione alla seconda fase dell’emergenza Covid-19 perché si tratta di un piano fatto in una condizione differente, dal punto di vista di ciò che aveva scelto la Rai. E nell’ambito di occorre utilizzare di più le risorse interne piuttosto che fare ricorso a risorse esterne pagando costose consulenze in modo molto consistente. Risorse interne che ci sono. Competenze e professionalità di tutti i tipi che hanno anche avuto dei ruoli specifici ma che oggi possono fare anche altre cose. E questo, guardando alle culture, le esperienze e le competenze qualitative plurali. Questo è il punto. Saper valorizzare anche chi è stato in altre funzioni perché questo porta anche alla rimotivazione di una grande forza fatta di professionalità e competenze che il Servizio Pubblico ha.

Visto che prima del coronavirus erano stati indetti concorsi e c’era anche una trattativa sull’assunzione attraverso il cosiddetto giusto contratto, ho rivolto una domanda su questo punto all’amministratore delegato Salini e l’interlocuzione è stata positiva, così come sul rilancio della Rai, sulle parti qualitative della programmazione della Rai, su una Rai di tutti che deve accompagnare proprio tutti al fine di superare divari digitali e diseguaglianze. Vedremo ora – dice la senatrice Fedeli – se si procederà di conseguenza.

A proposito della risposta data dal presidente della Rai Marcello Foa sulla telefonata che, stando ad alcuni quotidiani, ci sarebbe stata tra lui e il leader della Lega Salvini all’indomani della diretta televisiva del premier Conte venerdì 10 aprile, se chi ricopre il ruolo di presidente della Rai non smentisce una cosa che esce sui un giornale, in realtà la conferma. Punto. Io ho una teoria diversa dalla sua. Politicamente è lecito pensare che se il presidente della Rai non smentisce una notizia è perché la notizia è vera. Tutti abbiamo posto una domanda su questo, noi del Pd, Italia Viva e Leu. E, più in generale, sulla gestione della vicenda legata alla diretta televisiva del premier Conte, non c’è stata nessuna risposta adeguata sulla catena di comando da parte del presidente Foa. Anche Salini su questo punto, rendendo noto di aver girato la lettera del presidente Barachini ai direttori del Tg1 di Rainews24, ha solo chiarito quale sia stata la procedura senza assumersi però la responsabilità di spiegare perché, di spiegare insomma quale sia stata la logica.

Anche sulla vicenda della mail truffa il presidente della Rai Marcello Foa non ha risposto. Appena io finito di fare la domanda, il presidente Barachini ha fatto presente che si trattava di una vicenda sulla quale l’audizione in Vigilanza era stata secretata e gli atti inviati alla Procura, cosa che naturalmente sapevo già. Nella stessa mattina di ieri, infatti, non essendo stata presente in Commissione durante quell’audizione, sono andata a leggere tutti gli atti relativi alla mail truffa. Nei giorni scorsi il presidente della Commissione Barachini, in modo molto corretto, mi aveva spiegato che i funzionari mi avrebbero fatto leggere i verbali nella sede della commissione perché non era possibile portarli via da lì. E così è stato.