Rai: l’informazione sia più completa e approfondita. I miei quesiti su inchiesta “Svendopoli” e caso Iotti a Tv Talk
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QUESITO

Al Presidente e all’Amministratore delegato della RAI

In data 8 giugno 2020, all’interno della trasmissione di Rai 3 “Report” è stato trasmesso il servizio a firma Giuliano Marrucci e con la collaborazione di Giulia Sabella dal titolo “Svenditalia” dedicato al mercato immobiliare all’indomani dell’emergenza Covid 19 con focus sulla compravendita tra privati di alcuni immobili storici della città di Firenze.

Pur fatta salva la legittimità del lavoro giornalistico d’inchiesta su un fenomeno che l’emergenza sanitaria ed economica dovuta al Covid 19 rischia di amplificare, come dimostra l’iniziativa israeliana del gruppo Webyhotel73.com di cui si dà conto nel servizio con la testimonianza di un esponente che dichiara apertamente di voler approfittare della crisi per risparmiare sulle compravendite fino al 30%;

Considerato tuttavia che sia sul sito che sui social della trasmissione l’inchiesta viene presentata con termini molto forti, potenzialmente lesivi dell’immagine del capoluogo toscano, laddove si legge che “insieme a Venezia, Firenze è la città italiana che più ha svenduto la sua anima per assecondare i capricci dei turisti, a partire dai più facoltosi”;

considerato che l’inchiesta si avvale del contributo degli urbanisti del laboratorio politico “perUnaltracittà” i quali, anche sul loro sito, presentando l’inchiesta definiscono Firenze una città “svenduta a speculatori e faccendieri, una città fantasma, senza turisti e soprattutto senza abitanti”;

considerato che oltre ai tre urbanisti viene intervistato lo storico dell’arte Tomaso Montanari che testualmente dichiara “Firenze città in svendita con una banda di amministratori pubblici asserviti ai capitali stranieri”;

considerato che, nei tempi richiesti (le ore 18 del 4 giugno), l’Amministrazione comunale ha inviato, in forma esaustiva e completa, le risposte alle domande inoltrate per mail il 3 giugno scorso dalla redazione di Report, risposte di cui la redazione si era impegnata a dare conto durante la trasmissione;

tenuto conto che nei quasi 14 minuti di durata del servizio non viene citata nessuna delle risposte fornite dall’Amministrazione comunale nonostante la mail di Report citi testualmente la necessità di “fornire ai nostri telespettatori un’informazione che sia la più corretta possibile”;

tenuto conto che trattandosi dell’ultima puntata della stagione aver omesso di riportare la versione dell’Amministrazione, direttamente chiamata in causa da uno degli intervistati, risulta ancora più lesiva del diritto di replica dei soggetti chiamati in causa ma anche del diritto dei telespettatori a un’informazione il più completa possibile;

tenuto conto che è dovere del servizio pubblico garantire completezza e obiettività del lavoro giornalistico attraverso il contraddittorio, il confronto tra le parti e che, soprattutto nelle inchieste, deve essere garantita a tutti i soggetti coinvolti la possibilità di esprimere la propria posizione anche per permettere ai telespettatori di formarsi un giudizio libero e autonomo sui fatti che vengono riportati;

Si chiede all’azienda

come pensa di garantire il diritto di replica al Comune di Firenze se in vista di una possibile replica della trasmissione in tv, oppure concedendo uno spazio televisivo adeguato perché il Comune possa illustrare l’azione di governo della complessa realtà interessata dal servizio televisivo, oltre che integrando il servizio anche sul sito web, come già fatto, e sui canali social.

FEDELI – capogruppo Partito Democratico

CASINI – gruppo Per le Autonomie

QUESITO

Al Presidente e all’Amministratore delegato della RAI

Quanto avvenuto sabato 6 giugno nel corso della trasmissione di Rai 3 Tv Talk è molto grave. La Rai non può infatti permettersi di dimenticare Nilde Iotti o di confondere la sua storia con quella di altre figure peraltro molto distanti dalla sua. Ecco perché chiedo ai vertici dell’azienda un investimento forte, deciso, strutturale sulla formazione e la preparazione di chi ha la responsabilità di rappresentare in onda il servizio pubblico  e anche la capacità di interloquire con gli ospiti rettificandone immediatamente eventuali errori.

Bisogna assumere scelte che vadano verso una sempre maggiore qualità dell’offerta del servizio pubblico che sia basata su cultura, conoscenza, formazione, sapere. Non basta infatti puntare il dito contro Caterina Balivo che, nel goffo tentativo di difendere Irene Pivetti dalle accuse che la vedono attualmente al centro di una vicenda giudiziaria, ha definito l’ex esponente della Lega “la prima donna presidente della Camera”, carica che venne invece ricoperta ben prima di lei da Nilde Iotti, eletta la prima volta nel 1979, confermata nel 1983 e poi ancora nel 1987 per complessivi 13 anni.

Balivo infatti non è stata l’unica a “dimenticare” una figura così importante della storia del nostro Paese – partigiana, madre costituente, deputata della Repubblica sempre in prima linea per i diritti e l’emancipazione delle donne e poi appunto prima presidente donna della Camera – cui peraltro nel dicembre scorso la Rai ha dedicato la fiction “Storia di Nilde” e della quale il 10 aprile sono ricorsi i 2100 anni dalla nascita. Né il conduttore e giornalista Massimo Bernardini né altri della redazione sono infatti intervenuti per correggere un errore non lieve. E non solo nel merito ma anche per il contesto in cui è stato commesso.

Tv Talk è, a tutti gli effetti, una trasmissione d’informazione sul mondo della tv in cui ogni settimana si analizzano i temi al centro della settimana televisiva con il supporto di analisti, opinionisti ed esperti di TV su fenomeni mediatici e web italiani ed internazionali. Su Twitter Bernardini ammette di “non averci fatto caso” e si scusa  “con la grande Nilde Iotti”. Ma le scuse andrebbero rivolte anche alle telespettatrici e ai telespettatori che hanno diritto a ricevere, soprattutto dalla Rai, un’informazione corretta, approfondita, puntuale.

La Rai è stata la più grande azienda culturale del Paese e tale ruolo e funzione deve continuare a svolgere non solo attraverso i canali prettamente dedicati alla cultura, alla storia, alla scuola, ma anche attraverso i cosiddetti canali generalisti. La conoscenza, la cultura, il sapere determinano la qualità dell’offerta televisiva. Più alto è il livello della qualità dei contenuti e delle competenze che la Rai è in grado di esprimere, più il servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale sarà in grado di favorire lo sviluppo e la crescita socio-culturale del nostro Paese e promuovere il senso civico, la partecipazione alla vita democratica anche attraverso la conoscenza della storia delle nostre istituzioni e dei suoi e delle sue protagoniste.

Si chiede pertanto di sapere

se per garantire questa sua funzione l’azienda intenda valutare l’opportunità di un approfondimento serio e documentato sulla figura della Presidente Iotti nell’ambito della prossima puntata della trasmissione Tv Talk.

FEDELI – capogruppo Partito Democratico