Uguaglianza di genere asse strategico fondamentale. La lettera al governo

Ecco il testo della lettera al presidente del consiglio Giuseppe Conte promossa da Il Giusto Mezzo, #DateciVoce, GammaDonna, Le Contemporanee, MammaDiMerda, PrimeDonne e European Women Alliance per chiedere di destinare metà delle risorse del Recovery Fund al superamento del gender gap

Roma, Li’ 13 Ottobre 2020


Gentile Presidente del Consiglio,
chi scrive è un’ampia alleanza di donne e uomini, parlamentari, esperte,
giornaliste, scrittrici e associazioni, un fronte finalizzato a far sì che
l’opportunità offerta da Next Generation Eu non venga dispersa in Europa e
in Italia. Noi crediamo che l’uguaglianza di genere debba diventare uno degli
assi strategici fondamentali per far crescere l’occupazione femminile,
sollevando le donne dal lavoro di accudimento e di cura attraverso un
sistema di servizi sociali di qualità equamente distribuiti su tutto il territorio
nazionale.
Noi vogliamo che la parità fra uomini e donne sia un obiettivo esplicito e
centrale. In questi giorni assistiamo a una grande mobilitazione con lo stesso
obiettivo. L’appello de “Il Giusto Mezzo” – che raccoglie e amplia la petizione
europea #HalfOfIt – ha raggiunto un grande consenso in pochissimi giorni,
raccogliendo oltre 36.000 firme e a questo si darà seguito con iniziative di
mobilitazione popolari e in Parlamento. Non solleviamo una mera questione di
giustizia sociale, che già di per se’ sarebbe tema rilevante.
E’ piuttosto una priorità economica per tutta l’eurozona. Più donne occupate
significa più PIL, crescita e sviluppo sostenibile, maggiore competitività.
Banca d’Italia stima un impatto legato all’aumento del tasso di occupazione
femminile al 60% con una ricaduta sul PIL di 7 punti percentuali; uno studio
EIGE sulla crescita del PIL lega costanti progressi sulla parità di genere a un
aumento del PIL pro capite del 10% entro il 2050.
Non vogliamo perdere tutta questa ricchezza, quindi gli studi e le cifre che
citiamo devono guidarci, diventare cultura delle nostre istituzioni. Tenendo
a mente questo obiettivo di crescita fondata sulla parità di genere otterremo
una svolta significativa in tutti i settori produttivi, accompagnando una
economia sostenibile e davvero inclusiva e riducendo tutte le diseguaglianze.
Per affrontare le trasformazioni descritte nel Next generation Eu, come nel
Green deal europeo, non si può fare a meno del capitale umano più preparato
e resiliente, quello rappresentato dalle donne. Non si può più continuare a
sottoutilizzarlo o a utilizzare la forza lavoro femminile per parare le falle di un
welfare system disomogeneo in Europa, debole in Italia sul fronte dei servizi di
cura e assistenza per minori, anziani e non autosufficienti.
Occorre però una precisazione di merito e di metodo, rispetto a un frequente
errore che emerge spesso in documenti istituzionali e perfino nei dibattiti
interni ad alcune recenti task force: le donne non sono una categoria protetta,
sono la maggioranza della popolazione mondiale. Per questo è improprio che le
misure per l’uguaglianza di genere vengano spesso elencate tra quelle destinate
alle minoranze, alle persone non autosufficienti, alle fasce di popolazione
colpite da povertà.
E’ fondamentale che le linee guida sul Recovery Fund che vi apprestate ad
approvare ribaltino questa logica.
La maggioranza della popolazione mondiale merita una mission specifica sulla
uguaglianza di genere.
Una mission specifica che punti su nuove infrastrutture sociali di buona qualità
(in primis i nidi), welfare di prossimità, nuove infrastrutture giuridiche capaci
di combattere e sanzionare le discriminazioni di genere e anche quelle multiple,
che in esse vengono racchiuse.
Se riuscissimo a realizzare questi obiettivi importanti, le famiglie e le donne ne
uscirebbero rafforzate e pronte a ripartire.
In questi giorni si decide molto sulle linee guida che caratterizzeranno via via i
piani dei singoli paesi e che verranno poi presentati alla Commissione europea.
È nostra intenzione utilizzare ogni mezzo a nostra disposizione per rendere
centrale questo tema nell’agenda italiana ed europea.
La fotografia del mondo del lavoro, maschile e femminile, non è ancora chiara.
La drammaticità della crisi la toccheremo con mano nei mesi di novembre e
dicembre, quando lo stop ai licenziamenti nelle imprese decretato dal Governo
decadrà e verranno meno le misure extra di cassa integrazione. A oggi vi è stata
una moria di contratti a termine, in cui le donne sono particolarmente presenti
e l’inattività è cresciuta di quasi mezzo milione di unità complessivamente da
inizio anno.
Inoltre, dai recenti interventi e da alcune tendenze riscontrate in precedenza,
i settori in crisi in tutta Europa sono quelli ad alta occupazione femminile,
mentre quelli dove si decide tipicamente di investire e intervenire a oggi sono
quelli ad alta occupazione maschile.
C’è spazio per tutti, ma dobbiamo fare attenzione a non allargare ancora di più
il gap occupazionale tra uomini e donne in Europa.
Il prezzo che le donne stanno ancora pagando nella lunga coda della pandemia
è altissimo. Pesano molto uno smart working complicato, gli spazi ridotti e le
incertezze sull’ apertura delle scuole per le giovani generazioni.
A questo si aggiunge la loro frequente esclusione dai luoghi decisionali- cui si è
posto rimedio tardivamente, grazie alla spinta della società civile – luoghi in cui
le donne potrebbero portare punti di vista diversi e pragmatici.
L’attuale emergenza covid non ci fa arretrare, semmai ci spinge a chiedere con
determinazione un’accelerazione nella messa in campo di strumenti economici,
digitali e sociali adeguati per poter coinvolgere nella vita attiva tutti in egual
misura.
Occorre guardare alle donne come investimento strategico per il Paese. Ci vuole
un grande piano per le infrastrutture sociali.
Abbiamo bisogno che la Commissione europea e le istituzioni nazionali aiutino i
paesi membri a tenere a mente questi impegni, con un controllo ex ante dei
programmi presentati, in modo che eventuali dimenticanze, richieste
sottodimensionate o mal ripartite sul fronte dell’impatto di genere nelle
politiche proposte, vengano rispedite al mittente, chiedendo più impegno. Per
consiglio e indirizzo rivolgetevi a noi: stiamo preparando un libro bianco di
proposte e suggerimenti proprio rivolte alle istituzioni.
Da qui vogliamo partire, perché siamo molto ambiziose. Sperando di
incontrarLa presto, auguriamo a lei e al Governo buon lavoro.
Scrivono e aderiscono
Le associazioni e le organizzazioni
o Le Contemporanee
o Il Giusto Mezzo
o DateciVoce
o Gammadonna
o Noi Rete Donne
o European Women Alliance
o Dalla stessa parte
o Rete per la Parità
o Se Non Ora Quando – Libere
o Se Non Ora Quando – Torino
o MammadiMerda
o Prime Donne
o Coordinamento nazionale donne CISL
o Coordinamento Donne della Federazione Nazionale Pensionati CISL (FNP CISL)
o UIL Pensionati
o Coordinamento Pari opportunita’ UIL
Accademia, manager, editoria
o Roberta Agostini, Forum donne Art.1
o Cristiana Alicata, manager d’azienda
o Vitalba Azzollini, giurista
o Stefania Bariatti, giurista, Universita’ Statale Milano
o Marco Bentivogli, esperto di lavoro e innovazione
o Magda Bianco, economista
o Serena Bortone, giornalista
o Elisabetta Camussi, psicologa sociale, Universita’ di Milano
o Susanna Camusso, responsabile politiche di genere Cgil
o Antonia Carparelli, economista, Universita’ La Sapienza
o Alessia Centioni, Presidente EWA
o Paola Cioni, Direttrice Istituto italiano di cultura a San Pietroburgo
o Cristina Comencini, regista e scrittrice
o Paola Concia, coordinatrice Fiera Didacta
o Paola Cioni, Direttrice Istituto italiano di cultura a San Pietroburgo
o Licia Conte, giornalista
o Marcella Corsi, economista, Universita’ La Sapienza
o Beatrice Covassi, diplomatica dell’Unione europea
o Valentina Cuppi, Presidente del Partito Democratico
o Cecilia D’Elia, portavoce Conferenza nazionale delle democratiche
o Marta Dassu’, Direttore Aspenia
o Sarah De Pietro, co founder LeContemporanee
o Veronica De Romanis, economista, Universita’ Luiss
o Maurizio Del Conte, Giuslavorista Universita’ Bocconi
o Titti Di Salvo, Presidente di Liberta’ e Diritti
o Cristiana Di San Marzano, giornalista
o Francesca Fiore, comunicatrice, founder MdM (MammadiMerda)
o Elsa Fornero, economista, Universita’ di Torino
o Flavia Fratello, giornalista La7
o Antonio Gaudioso, Segretario generale Cittadinanza
o Eva Giovannini, giornalista Rai
o Giorgio Gori, Sindaco di Bergamo
o Costanza Hermanin, Policy Fellow, European University Institute
o Fiorella Kostoris, economista
o Paolo Lazzara, Vice Presidente Inail
o Lia Levi, scrittrice
o Francesca Libonati, regista e sceneggiatrice
o Paolo Manasse, Unversita’di Bologna
o Sarah Malnerich, founder, comunicatrice, founder MdM
o Valeria Manieri, co founder LeContemporanee
o Dacia Maraini, scrittrice
o Antonella Marsala, dirigente Anpal servizi
o Tonia Mastrobuoni, giornalista Repubblica
o Antonella Mauro, ricercatrice Adapt
o Alessia Mosca, promotrice legge Golfo-Mosca
o Liliana Ocmin, Coordinamento Donne Cisl
o Rosanna Oliva, Presidente Rete per la parita’
o Maria Serena Palieri, giornalista
o Fabio Pammolli, economista, Politecnico di Milano, Fondazione Cerm
o Valentina Parenti, presidente GammaDonna
o Emmanuele Pavolini, Sociologo, Universita’ di Macerata
o Flavia Perina, giornalista
o Alessandra Perrazzelli
o Daniela Poggio, manager d’azienda e comunicatrice
o Paola Profeta, economista, Universita’ Bocconi
o Tiziana Ragni, giornalista, Repubblica
o Azzurra Rinaldi, economista, Universita’ La Sapienza
o Giuseppe Russo, Direttore Centro Einaudi
o Chiara Saraceno, sociologa, Universita’ di Torino
o Linda Laura Sabbadini, Direttrice centrale Istat
o Serena Sapegno, Docente universitaria
o Elly Schlein, Vice Presidente Regione Emilia Romagna
o Mario Seminerio, dirigente industriale
o Annamaria Simonazzi, Consigliera esperta Cnel, Fond. Roma Sapienza
o Mila Spicola, insegnante e architetto
o Barbara Stefanelli, Vice Direttrice de Il Corriere della Sera
o Cristina Tagliabue, co founder LeContemporanee
o Anna Maria Tarantola, gia’ Presidente Rai
o Paola Tavella, giornalista
o Chiara Valerio, scrittrice
o Ivana Veronese, Segretaria confederale UIL
o Eleonora Voltolina, giornalista, La Repubblica degli Stagisti
Parlamentari
o Mara Carfagna, Vice Presidente della Camera, Forza Italia
o Maria Edera Spadoni, Vice Presidente della Camera,
Movimento Cinque Stelle
o Anna Rossomando, Vice Presidente del Senato, Partito
Democratico
o Loredana De Petris, Leu- Presidente gruppo misto Senato
o Lia Quartapelle, Deputata, Partito Democratico
o Roberto Bagnasco, Deputato, Forza Italia
o Giusi Bartolozzi, Deputata, Forza Italia
o Laura Boldrini, Deputata, Partito Democratico
o Annagrazia Calabria, Deputata, Forza Italia
o Elena Carnevali, Deputata, Partito Democratico
o Susanna Cenni, Deputata, Partito Democratico
o Mauro Dattis, Deputato, Forza Italia
o Matteo Dall’Osso, Deputato, Forza Italia
o Valeria Fedeli, Senatrice, Partito Democratico
o Alessandro Fusacchia, Deputato, Cofondatore Movimenta
o Alexandra Geese, europarlamentare tedesca dei verdi
o Mariastella Gelmini, Deputata, Forza Italia
o Chiara Gribaudo, Deputata, Partito Democratico
o Vanna Iori, Senatrice, Partito Democratico
o Vincenza Labriola, Deputata, Forza Italia
o Marianna Madia, Deputata, Partito Democratico
o Patrizia Marocco, Deputata, Forza Italia
o Assuntela Messina, Senatrice, Partito Democratico
o Lorena Milanato, Deputata, Forza Italia
o Rossella Muroni, Deputata, Leu
o Tommaso Nannicini, Deputato, Partito Democratico
o Roberto Novelli, Deputato, Forza Italia
o Stefania Pezzopane, Deputata, Partito Democratico
o Pina Picerno, europarlamentare del Partito Democratico o Renata Polverini,
Deputata, Forza Italia
o Tatjana Rojc, Senatrice, Partito Democratico
o Andrea Ruggeri, Deputata, Forza Italia
o Sandra Savino, Deputata, Forza Italia
o Maria Tripodi, Deputata, Forza Italia
o Valeria Valente, Senatrice, Partito Democratico
Hanno promosso la mobilitazione