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image(14)Un po’ in ritardo vi racconto i miei incontri di ieri, snodati in lungo e in largo per la provincia di Massa-Carrara, attraverso luoghi di grande bellezza.
Ho passato la mattinata alla scoperta del lavoro dei cavatori nei bacini marmiferi di Carrara, un mestiere che affonda le radici in un passato lontano, ma che continua a brillare nel mondo per la qualità del suo prodotto, un marmo che rimane tra i più apprezzati al mondo. Fondamentale è l’impatto occupazionale che il comparto delle cave di marmo assicura alla città, circa 600-800 posti di lavoro indotto compreso, con un fatturato di centinaia di milioni di euro, per cui va sostenuto sempre in questo suo essere strategico. La priorità però, ancora prima di questo, è vedere il lavoro del cavatore nell’ottica della modernità, e quindi il più sicuro possibile. La situazione è migliorata rispetto al passato, la legislazione c’è e le cooperative che gestiscono le cave hanno investito tanto, ma molto è ancora da fare, soprattutto rispetto all’efficacia dei controlli e alla prevenzione.
Dopo il pranzo alla mensa dei cavatori, mi sono diretta in Lunigiana, terra di borghi medievali e bellissimi paesaggi. Qui ho incontrato i lavoratori della cooperativa di operai agricoli forestali (COAF), per parlare della loro situazione. Usando le parole del presidente della cooperativa “non è più possibile che le aziende falliscano non per debiti ma per credito”. Le aziende non ricevono i pagamenti per lavori già effettuati, perchè lo Stato non è in grado di pagare. Su questo ieri la proposta del nostro partito è stata limpida, come il proposito di lavorare anche sulla rimodulazione del patto di stabilità, per permettere ai comuni sani di pagare le aziende subito e salvare posti di lavoro.image(9)
In seguito abbiamo incontrato i lavoratori e gli imprenditori della cartiera Europaper, importante realtà competitiva anche in Europa, e abbiamo visitato le zone colpite dall’alluvione, in particolare vicino ad Aulla dove la violenza del fiume in piena ha portato via il ponte Serricciolo. Servono sicuramente più fondi, una ricostruzione celere e soprattutto una politica di investimenti in prospettiva, per la prevenzione del dissesto idrogeologico.
A fine giornata, ho incontrato gli operatori del settore turistico, agricolo e agroalimentare al Castello di Terrarossa, con cui ho parlato del rilancio di agricoltura, agriturismo e prodotti tipici come base per un turismo di qualità, valore aggiunto del nostro straordinario “made in Italy”.