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Il risultato non è quello che speravamo.

Abbiamo chiesto agli italiani un forte mandato, per avere una maggioranza stabile in grado di cambiare il Paese. Siamo invece primi, ma senza vittoria. Senza quella vittoria piena che serviva non tanto a noi, ma all’Italia, almeno secondo chi è convinto che la responsabilità, la prospettiva positiva di un governo stabile e concreto, sia oggi un imperativo per tutta la politica.

Ho scelto proprio la parola responsabilità per il mio contributo alla serata conclusiva della campagna elettorale a Firenze. Sono stata più profetica di quanto desiderassi.

Chiedevo responsabilità verso il Paese reale, che non può permettersi ancora una politica che non decide, che non agisce, che non interviene sulle difficoltà delle persone, sul lavoro, sui redditi, sul sostegno alle imprese competitive, sulle disuguaglianze, sulle vulnerabilità e sulla precarietà, sulle discriminazioni di genere.

La responsabilità che abbiamo indicato in campagna elettorale, quella che ha ispirato le proposte del PD, è la stessa che ci ispira oggi. Qualcuno ha criticato Bersani per aver gestito la campagna elettorale in modo troppo sobrio. Io penso invece che non avremmo preso più voti giocando sullo stesso terreno di Berlusconi o di Grillo. Avremmo partecipato anche noi al caos dal quale dobbiamo ora saper uscire.

Sta a noi, noi democratici, essere quelli che guidano la rotta per uscire dal caos, per non lasciare il Paese ad una gara tra populismi che giocano allo sfascio sulla pelle delle persone.

Non siamo stati abbastanza capaci, in campagna elettorale, di conquistare la fiducia larga degli italiani. Dovremo saperlo fare con il governo. Quella esile maggioranza nei voti alla Camera e al Senato è la strada che la storia ci pone davanti. Sta a noi dimostrarci capaci. Ecco il senso del governo di  combattimento e di cambiamento di cui ha parlato Bersani, che intervenga forte dei numeri alla Camera e cercando il sostegno aperto al Senato su provvedimenti di chiara innovazione.

É su questo che si gioca la capacità di interagire con il Movimento 5 Stelle. Con i loro deputati e senatori, e con i tanti italiani che hanno creduto alle loro proposte e alle loro proteste. Dobbiamo portarli sul piano del merito delle questioni, ma dobbiamo anche noi accettare una più netta discontinuità per recuperare la fiducia dei cittadini.

É una strada stretta, una strada che riusciremo a percorrere e condividere solo se davvero sapremo rendere responsabilità e cambiamento sinonimi, se sapremo imprimere una forte accelerazione sul terreno dell’innovazione, se sapremo corrispondere alle urgenti aspettative di novità che gli italiani hanno espresso con il voto.

Non è invece immaginabile che si possa governare con Berlusconi. Lo dico prima di tutto da donna, per la storia di questi ultimi anni e per rispetto a tutte le donne che hanno creduto e credono nel movimento Se Non Ora Quando?. E lo dico da democratica. Dobbiamo dialogare, ora e in futuro, sulle grandi riforme istituzionali, o sulla legge elettorale, ma non è immaginabile governare con chi non ha, e la campagna elettorale l’ha dimostrato, quella responsabilità che indicavo all’inizio come dote necessaria al Paese.

Io confido nella responsabilità degli italiani, al di là di quello per cui hanno votato, delle proposte cui hanno creduto, del segnale che hanno voluto dare con il voto. Penso che tutti vogliano una governo che fa cose concrete, che porta equità, che risponde alle difficoltà delle persone, che interviene sui costi e i privilegi della politica.

Noi ci proveremo. Noi vogliamo essere quelli che ci riescono.

 

Spero di trovare una vera attenzione al bene comune nei colleghi parlamentari, in particolare al Senato. Il prossimo Parlamento avrà la maggiore presenza di giovani e donne della storia italiana. Nella confusione attuale anche questo è un segnale che dobbiamo trasformare in percorso da condividere, scegliendo proprio giovani e donne come base per un’alleanza dentro il Parlamento e con il Paese.

Se ripenso al giorno in cui mi è stata proposta la candidatura e penso al lavoro che ci attende la responsabilità la sento vibrante, come un onore cui corrispondere con il massimo impegno e la totale attenzione alle persone, ai lavoratori e alle imprese.

Vi ringrazio di questo onore. Ciascuno di voi che ha sostenuto, dedicato il proprio tempo, votato per il Partito Democratico.

Abbiamo un grande lavoro da fare. Prendiamo fiato dopo la campagna, recuperiamo le energie, focalizziamo le cose da fare. A lunedì per riprendere il percorso e il dialogo.