L’acquisizione di Loro Piana da parte del colosso del lusso francese Lvmh rilancia il tema  del destino, per il paese, delle nostre eccellenze industriali. Prima questione, chi acquista marchi italiani, mantiene qui la produzione? Quello che comunque fa riflettere e’ la mancanza di imprenditori che si facciano avanti nell’acquisire, in Italia e all’estero, marchi per ampliare le proprie presenze industriali. Così come non c’è un sistema bancario che sostenga davvero e con lungimiranza, investimenti nel Sistema Moda.

Da troppi anni manca una politica che con grande forza e celerità torni a investire in quella che è un’eccellenza del nostro paese, la nostra più straordinaria carta di identità nel mondo, il nostro Made in Italy. Come denuncia oggi un guru della moda come Renzo Rosso su Repubblica. Occorre, invece, mostrare il coraggio di puntare sul futuro industriale del Paese che non sia casuale, ma progettato, responsabile e condiviso anche per dare lavoro ai giovani. Un futuro fondato su un patrimonio che già abbiamo ma che fatichiamo a valorizzare.  Il Made in Italy è un modello di competizione che significa crescita economica, sviluppo etico e sostenibile, dobbiamo valorizzarlo e proteggerlo, ad anche attraverso la tracciabilità che è anche uno degli strumenti di contrasto alla contraffazione. Pesante piaga che mina la concorrenza leale e trasparente. Servono poi regole di reciprocità nei mercati internazionali, per garantire serie ed eque relazioni commerciali e combattere la concorrenza sleale che subiscono le nostre produzioni. In questo modo, scegliendo il made in Italy come modello di produzione e benessere, esso potrà essere motore del rilancio della nostra economia e del nostro ruolo nel mondo.