La situazione dell’impianto siderurgico Lucchini e dell’indotto dell’area industriale di Piombino desta particolare preoccupazione. La crisi della Lucchini rischia, infatti, di lasciare senza stipendio ben 4000 lavoratori. Non ci sono acquirenti per l’acquisto del ciclo produttivo completo e quindi, dopo una fase prevista di manutenzione, il rischio è che l’alto forno da settembre rimanga spento. La proposta dei sindacati è una sinergia con l’Ilva di Taranto facendo proseguire per altri 18 /30 mesi il lavoro dell’altoforno, il tempo per riuscire ad accedere al piano europeo per il lavoro e l’occupazione. A questo scopo è stato proclamato una sciopero per domani dalle 9 alle 12 con una manifestazione che partirà dall’ex Ilva.

Spero che gli sforzi e l’impegno del sottosegretario Calenda e del commissario Nardi raggiungano l’obiettivo, il compito del Parlamento é supportarli per il bene dell’Italia. Difendere la Lucchini, infatti, vuol dire non solo difendere l’intera economia piombinese ma anche un settore strategico per l’intero paese.