Oggi ho partecipato all’incontro “Per aiutare la ragazza- davvero- che sbatte nelle porte”, presso la Casa Internazionale delle donne a Roma, organizzato dall’associazione Be Free, cooperativa sociale contro la tratta, violenze e discriminazioni.

Un modo per condividere una narrazione non convenzionale della violenza alle donne e per superare gli stereotipi che troppe volte animano il dibattito su questo tema. La violenza sulle donne è un fatto strutturale: in Italia gli stereotipi di genere sono ancora profondamente radicati e predeterminano i ruoli di uomini e donne nella società. La sfida che ci dobbiamo porre è quella di cambiare il Paese sul piano delle relazioni tra i generi e, per farlo, è necessario ripartire da tre punti per rendere gli obiettivi della Convenzione di Istanbul effettivi: stereotipi, linguaggio, educazione. Abbiamo già iniziato a farlo con la ratifica della Convenzione di Istanbul. Inoltre ho presentato, come prima firmataria, due ddl. Il primo per l’istituzione di una Commissione bicamerale di indagine sulle azioni di contrasto alla violenza nei confronti delle donne e uno di ” Disposizioni per la valutazione dell’impatto di genere della regolamentazione e statistiche di genere”. Un insieme di misure in materia di parità di genere in linea con comunicazioni e raccomandazioni degli organismi Ue. Oltre a un’interrogazione alla Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca chiedendole di sapere se e come intenda procedere al fine di introdurre la cultura del rispetto e della consapevolezza delle identità di genere e il superamento degli stereotipi sessisti tra gli obiettivi nazionali dell’insegnamento.

A questo scopo l’incontro di oggi è importante perché ha voluto riunire operatrici e operatori degli Enti territoriali e del privato sociale, donne e uomini della politica, amministratrici e amministratori per discutere e analizzare buone pratiche che si muovano, sempre più velocemente, in questa direzione.