La legge di stabilità, approvata ieri notte dal Senato, giunge mentre il Paese continua a vivere una seria e pesante crisi. Per questo la mia valutazione riguarda, nelle condizioni date, la direzione delle scelte compiute. Si tratta di primi seri passi che andranno certamente e costantemente rafforzati e implementati. Ma il segno della crescita e dell’equità, per portare l’Italia fuori davvero dalla crisi, c’è! La Legge di Stabilità vuol far tornare fiducia alle famiglie e alle imprese scegliendo di utilizzare le, purtroppo, poche risorse disponibili per aiutare chi ha più bisogno. C’è un forte impegno sugli investimenti, sull’innovazione, sulle case, sulle infrastrutture.

C’è un primo segnale di riduzione della tassazione per le imprese e per le famiglie, c’ è attenzione anche agli enti locali e alle istituzioni  per i quali il Patto di stabilità rappresenta un vincolo, ma che con questo disegno di legge cerchiamo di iniziare ad allentare in modo che anche i Comuni riprendano ad investire. Grande attenzione è stata rivolta alle famiglie. Ad esempio prevedendo, nella nuova tassazione sugli immobili, una detrazione molto forte per le famiglie a più basso reddito. Attenzione particolare anche a chi presenta disagi sociali gravi, non autosufficienze, disabilità. Ma abbiamo anche cominciato a sperimentare un sostegno alle vittime sul lavoro con piccoli segni sull’indennità alle loro famiglie. La legge, poi, vuole sviluppare la capacità di parlare anche alla povertà cominciando a sperimentare un sostegno attivo all’inclusione. Un altro elemento importante riguarda le pensioni: il governo si è, infatti, impegnato ad affrontare il tema nel passaggio che avverrà alla Camera, così come per ulteriori miglioramenti. Certo si tratta di un inizio, resta ancora tanta strada da percorrere per esempio con  la spending review, affinché il Paese possa iniziare a cambiare per ridurre sprechi e inefficienze, per recuperare risorse da destinare con più forza alla riduzione delle tasse, alla creazione di occupazione, per offrire prospettive a tante ragazze e ragazzi.