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È necessario intervenire subito per colmare un vuoto legislativo che riguarda le unioni civili e per dare dignità sociale a milioni di persone garantendo parità di diritti e di doveri a tutte le coppie. Ad oggi l’Italia non ha una legge, nonostante siano state presentate molte proposte, la prima delle quali risale addirittura al 1986. Purtroppo sui diritti civili siamo decisamente in ritardo rispetto ad altri paesi, nonostante l’Unione Europea abbia più volte espresso la sua apertura verso il riconoscimento della parità di diritti a tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro origine, condizione sociale, dal loro credo religioso e orientamento sessuale sollecitando gli stati membri ad aderire a tale orientamento a favore delle coppie di fatto, eterosessuali od omosessuali che siano. Per questo credo che sia necessario regolamentare i diritti per le coppie dello stesso sesso come sollecitato dalla Corte Costituzionale sin dal 2010. In particolare io credo che si potrebbe adottare un sistema simile a quello già in vigore in Germania dove, dal 2002, esiste l’istituto giuridico della convivenza registrata tra due persone dello stesso sesso che non è equiparata all’istituto matrimoniale, pur prevedendo, a favore dei conviventi registrati, una serie di diritti e doveri simili a quelli dei coniugi. Un argomento, e su questo sono molto d’accordo con la Viceministra Guerra, da affrontare, al più presto, in Parlamento, sede giusta per discutere di questa importante scelta, e non in sede di governo. In Parlamento,  infatti, si deve trovare una possibilità di confronto tra le diverse culture del paese per far sì che non si tratti di un patto, o di uno scontro,  di tipo ideologico.”