Il via libera del Parlamento europeo alle nuove norme per la confisca  dei proventi derivati da reati è una notizia degna di rilievo. Fino ad oggi, infatti, la disparità di legislazione tra singoli Paesi ha influito sull’efficienza e sulla cooperazione, in particolare per quanto riguarda la criminalità internazionale organizzata e altri tipi di criminalità. Ciò ha determinato il fatto che il recupero di beni è basso rispetto al reddito monetario stimato della criminalità.

Il disegno di legge fa parte di una ampia strategia per combattere la frode e la corruzione e impone agli Stati membri di procedere alla confisca dei proventi di reato a seguito di una condanna penale definitiva. Esso consentirà di procedere alla confisca dei beni ottenuti mediante attività criminali come la corruzione, la partecipazione a un’organizzazione criminale, la pornografia infantile o la criminalità informatica.

Mi  auguro che l’accordo – che sottolinea anche la necessità di adottare misure che consentano l’utilizzo dei beni confiscati per interesse pubblico e ne incoraggino il riutilizzo sociale- sia approvato, al più presto, dal Consiglio europeo.