Oggi ho partecipato all’inaugurazione della mostra “Emilia, una di noi”,  a cura di Giorgio Getto Viarengo presso la Società Operaia di Mutuo Soccorso della Castagna a Genova, dedicata alla figura di Emilia Prato, operaia tessile morta appunto nel rogo del 25 marzo 1911.

Emilia rappresenta un simbolo, come lo rappresentano le tante operaie morte nell’incendio della Triangle di New York e le tante altre che hanno lottato per i propri diritti.

Emigrazione, esperienza e valore del lavoro, e in particolare del lavoro operaio e manifatturiero, diritti, parità e differenze di genere, ricerca dell’uguaglianza, rilancio delle speranze. I temi della mostra – prosegue  Fedeli – sono tutti temi attuali, seppur presenti davanti a noi in modo diverso, con molte trasformazioni e molti avanzamenti rispetto a cento anni fa, ma ugualmente con questioni ancora aperte.

Viviamo una fase difficile e potenzialmente storica nel percorso di cambiamento che è necessario per l’Italia. In questo percorso, e attraverso le riforme che Governo e Parlamento dovranno saper realizzare, ritengo decisivi due punti di vista. Il primo sono le donne: se vogliamo immaginare e realizzare davvero il cambiamento non possiamo che partire dalle donne, risorsa inespressa su cui si può rilanciare l’ambizione di crescita e di uguaglianza del nostro Paese.

Il secondo è il made in Italy. La forza delle nostre eccellenze, è un modello su cui costruire la ripresa per rilanciare sviluppo e lavoro.

Trovo importante e naturale collegare le sfide di oggi con quelle di chi, nei primi anni del secolo scorso, lottava per il lavoro, per la sicurezza, per la vita, per la libertà da conquistare, per un mondo più giusto.