La decisione della prima Commissione del Senato, all’unanimità, di dare mandato alla relatrice Doris Lo Moro per riferire in Aula sul disegno di legge che introduce la preferenza di genere nella legge elettorale per le europee, di cui sono prima firmataria, dà inizio a un iter che spero porti a una veloce approvazione.

Il ddl  vuole andare nella direzione di una democrazia che conta sul paritario contributo di donne e uomini, che non rinuncia a nessuno dei generi, che è resa forte dalla piena collaborazione tra energie e competenze differenti e complementari. Sappiamo ormai bene che lì dove le donne sono messe in condizione di giocare alla pari, non hanno difficoltà ad affermarsi e per questo bisogna lavorare, a livello nazionale, locale ed europeo.

La questione non si limita ad una misura quantitativa della rappresentanza, ma investe la concreta possibilità per una delle componenti della società di incidere sui processi decisionali e fare le politiche. Tutte le riforme e le azioni di cambiamento da realizzare devono mirare ad un’uguaglianza di genere fondata sul riconoscimento e la valorizzazione delle differenze.