Sono a New York, in rappresentanza del Parlamento, per la 58a sessione della Commissione ONU sullo stato delle donne, insieme alla senatrice Paola Pelino e alle deputate Valeria Valente e Pia Locatelli.

Mentre qui si fa il punto sugli avanzamenti del ruolo delle donne in vista dei nuovi obiettivi del millennio, in Italia abbiamo perso una occasione importante per segnare un passo in avanti, che era alla nostra portata.

La bocciatura, nel voto a scrutinio segreto della Camera, degli emendamenti per introdurre una reale parità di genere nell’italicum è un passo indietro rispetto a quanto fatto finora per avviare, anche grazie al Parlamento con più donne di sempre, quel cambiamento profondo delle abitudini culturali del Paese che è necessario per rilanciare uguaglianza e competitività.

Ieri si è scritta una pagina triste per la politica italiana, che segna, ancora una volta, un elemento di distanza con il sentimento comune del paese reale.

La bocciatura dell’emendamento non è una sconfitta per le donne: è una sconfitta per il paese.

Ora andremo avanti nella battaglia. Consideriamo quella di ieri una battuta di arresto, un incentivo a proseguire con determinazione per non consentire che ancora una volta vinca l’atteggiamento di conservazione degli uomini, il solito adattamento alle abitudini maschili e maschiliste che dominano la nostra società, la politica e le istituzioni.

Come ho già detto in altre occasioni, è una battaglia non mirata a riequilibrare una sottorappresentanzione statistica in Parlamento, ma per attivare un cambiamento culturale profondo e storico.

La parità di genere, una parità che riconosce e valorizza le differenze tra donne e uomini, è una sfida centrale per ogni cambiamento politico, culturale e sociale che vogliamo realizzare.

Servono coraggio e determinazione. Il coraggio di realizzare il cambiamento, smettendo di limitarsi ad evocarlo. E la determinazione di continuare la nostra battaglia, che è una battaglia che guarda in modo pragmatico ad un futuro migliore per tutte e tutti.

in Senato

Nella seduta del 5 marzo, l’Assemblea ha approvato il ddl n. 1254 recante disposizioni temporanee e urgenti in materia di proroga degli automatismi stipendiali del personale della scuola. Il testo passa alla Camera. Il provvedimento ha l’intento di rimediare ad un errore burocratico, generato da un modo contraddittorio di legiferare, che ha vessato il personale della scuola. La proroga di un ulteriore anno del blocco degli scatti stipendiali per i dipendenti pubblici, ha avuto un effetto retroattivo per il personale della scuola, al quale è stato intimato di restituire gli scatti percepiti legittimamente nel corso dell’anno 2013. In base all’articolo 1 di questo provvedimento, le somme percepite non devono essere restituite, ma vanno a compensazione di quanto sarà recuperato per gli scatti 2012 a conclusione della sessione negoziale.

Nella stessa giornata, è stato approvato all’unanimità  il ddl n. 10 e connessi recanti introduzione del delitto di tortura nell’ordinamento italiano. Il testo passa all’esame della Camera. Con questa legge, l’Italia sana un grave ritardo, adeguando il nostro ordinamento al diritto internazionale. Il provvedimento votato oggi giunge, infatti, con un ritardo di trent’anni, da quando cioè l’Italia, il 10 dicembre 1984, ha ratificato la Convenzione ONU contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti. Finalmente anche da noi la tortura è considerata un reato grave in linea con i paesi più avanzati dell’Unione europea. L’indicazione del reato di tortura come reato comune – cioè come un reato che astrattamente può essere commesso da chiunque indipendentemente da una qualificazione giuridica con un’aggravante se commesso da pubblici ufficiali o da incaricati di pubblico servizio – ci mette nelle condizioni di prevenire e colpire chiunque, sia esso pubblico ufficiale, uomo di potere, rappresentante delle istituzioni, abusi di questa autorità per esercitare una pressione tramite strumenti fisici e psichici. Ed è un modo per tutelare chi invece la legge la rispetta.

Il 6 marzo la Commissione Affari Costituzionali ha dato mandato alla relatrice Doris Lo Moro di portare in aula il DDL che introduce la preferenza di genere nella legge elettorale per le europee, di cui sono la prima firmataria.

Venerdì sette marzo, siamo stati in Missione, insieme al Presidente della Commissione industria del Senato Mucchetti, in visita al Politecnico calzaturiero del Brenta. La Missione fa parte del percorso di istituzione del marchio Italian Quality, che ho presentato a novembre ed è ora all’esame della Commissione Industria.

 

dalla camera

I lavori della settimana sono stati dedicati in gran parte alla discussione della proposta di legge per la riforma elettorale. Su questo tema, insieme ad altre senatrici e senatori, abbiamo ribadito l’importanza che la legge preveda un adeguato meccanismo di promozione della Democrazia Paritaria.

Quest’anno rischiamo più che mai che l’8 marzo rimanga un appuntamento con la memoria vuoto e retorico. La riforma della legge elettorale è, in queste ore, in discussione alla Camera, ma il tema della pari rappresentanza di genere nelle liste è stato accantonato, pur essendo oggetto di numerosi emendamenti trasversali. Un accordo deve essere trovato! È inaccettabile che una questione che riguarda da vicino la democrazia nel nostro Paese venga ritenuta marginale dal Parlamento ‘più femminile’ della storia d’Italia. Sarebbe paradossale che misure per un’equa rappresentanza di genere tra gli eletti fossero contenute nelle leggi elettorali delle assemblee elettive a tutti i livelli di governo, tranne che nella normativa più importante, quella per l’elezione della Camera dei Deputati. Tanto più che dalla prossima legislatura essa sarà probabilmente l’unico ramo elettivo del Parlamento. E’ per questo che chiediamo a tutti di affrontare con urgenza il tema: su una questione così importante per il futuro del Paese non possiamo permetterci arretramenti rispetto al percorso di qualificazione della rappresentanza raggiunto negli ultimi anni con il concorso di tutte le forze politiche. Sarebbe inaccettabile se la nuova legge elettorale penalizzasse le donne, cioè la maggioranza del Paese; una mancanza così grave qualificherebbe la tanto attesa riforma come inadeguata e non europea”.

 

ho firmato

Un’interrogazione riguardante la presenza nel carcere genovese di Pontedecimo di una mamma con un bambino di 20 giorni.

 

temi della settimana 

GOVERNOIl Consiglio dei Ministri si è riunito il 7 marzo per esaminare alcune leggi regionali e delle Province autonome.

Il Premier ha inoltre partecipato, a Bruxelles il 6 marzo, al vertice straordinario dei capi di Stato e di Governo sulla questione ucraina.

8 MARZO – Si è tenuto sabato 8 marzo il tradizionale incontro al Quirinale per celebrare la Giornata Internazionale della Donna, alla presenza del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. “Diciamo basta alla violenza e ai diritti negati” è stato quest’anno il filo conduttore che ha posto al centro dell’incontro sia le azioni per contrastare persistenti condizioni di oppressione femminile nel mondo sia alcune delle conquiste raggiunte per affermare diritti e libertà.

 

in Toscana

Shelbox. Martedi 4 marzo è stato firmato il rinnovo di 6 mesi della cassa integrazione per i lavoratori della Shelbox di Castelfiorentino. Il rinnovo della cassa integrazione, che è stato possibile grazie alla lettera d’intenti presentata dall’ing. Di Lauro, salvaguardia i posti di lavoro ed evita il fallimento dell’azienda.

Lucchini. Oggi lunedi 10 marzo scadrà il termine per presentare le offerte non vincolanti, poi si passerà alla fase decisiva delle offerte vincolanti. Nell’incontro con i sindacati al Ministero per lo Sviluppo Economico di giovedi scorso il governo ha garantito il proprio impegno per Piombino e per la Lucchini.

Seves. Nuova speranza per la Seves dopo che un gruppo italiano ha manifestato il proprio interesse a rilevare lo stabilimento fiorentino e riprendere la produzione.

Giovedi 6 marzo il presidente toscano Rossi, il vicesindaco di Firenze Nardella ed i sindaci di Sesto Fiorentino Gianassi e di Campi Bisenzio Fossi hanno firmato un accordo di programma sul sistema tramviario fiorentino che, oltre alla garanzia dei fondi per la costruzione delle linee 2 e 3 di Firenze, prevede due ulteriori linee che permetteranno di collegare Firenze a nord con comuni di Campi Bisenzio e Sesto Fiorentino e a sud con il comune di Bagno a Ripoli.

CGIL. La Cgil di Firenze ha tenuto il 6-7 marzo il suo congresso. Purtroppo non sono riuscita ad essere presente, ma ho mandato un saluto.

Domenica in molti comuni si sono svolte le primarie del Pd per scegliere i candidati sindaci per le elezioni di maggio. La partecipazione è stata buona e sono risultati vincitori tante donne e tanti giovani!

 

 

in evidenza – rassegna 

Martedì ho partecipato, portando il mio saluto,  alla presentazione del rapporto “Impatto sociale di 15 anni dei nostri finanziamenti all’economia civile e solidale”, realizzato in occasione dei 15 anni dalla nascita di Banca Etica.

Sempre martedì è uscito su Europa un mio articolo in cui riprendo i temi di discussione affrontati nella presentazione del Zegna Founder’s Scholarship due settimane fa.

Mercoledì sono stata al Convegno Donna è, organizzato dalla Rai nell’ambito delle celebrazioni in occasione del 90° Anniversario della Radio e del 60° della Televisione. Mi hanno molto colpito la relazione introduttiva di Anna Maria Tarantola ed il saluto del Presidente del Senato Pietro Grasso.

Martedì 6 marzo sono stata una delle ospiti di “Adamo vs Eva, L’evoluzione del rapporto uomo-donna alla luce dei grandi cambiamenti di ruolo e di contesto nell’ultimo secolo”. L’iniziativa è stata organizzata da Parlamentaria e Press-On.

L’8 marzo è uscito un mio articolo su l’Unità, dal titolo: “Una legge elettorale paritaria, il coraggio di essere liberi”

Da Lunedì, sono a New York per la 58a sessione della Commissione ONU sullo stato delle donne, insieme alla senatrice Paola Pelino e alle deputate Valeria Valente e Pia Locatelli. Tra i temi che saranno all’ordine dei lavori l’analisi dei progressi e delle sfide nel raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del Millennio per donne e ragazze, l’acceso delle donne alle risorse produttive e al lavoro, e la partecipazione di donne e bambine a istruzione, formazione, scienza e tecnologia. Vi aggiornerò poi sugli esiti della sessione di lavoro.