L’approvazione oggi alla Camera della norma contro le cosiddette dimissioni in bianco, è una notizia davvero importante!
Si tratta di una pratica illegale e ricattatoria,  un fenomeno inaccettabile perché sfrutta una posizione di debolezza del lavoratore o della lavoratrice rispetto al datore di lavoro e colpisce in particolare le donne al rientro dalla maternità costringendoli  alla sottoscrizione di una lettera di dimissioni al momento dell’assunzione, e quindi in un momento di debolezza, ai fini di un suo successivo utilizzo. Il testo unificato votato oggi vuole contrastare culturalmente questa pratica ripristinando una scelta di rispetto e di legalità nel mondo del lavoro.
Le donne, in quanto possibili madri, vengono discriminate anziché sostenere il valore della maternità qui vista come un ostacolo all’occupabilità. Esse vengono sottoposte  a un ricatto che condiziona e configura le modalità di relazione con il datore di lavoro limitandone la libertà. Purtroppo negli ultimi anni le dimensioni di questo fenomeno si sono ampliate: l’ISTAT, nel 2010, ci parla di circa 800 mila donne in maternità che si sono dimesse per pressioni del datore di lavoro. Grazie al  nuovo testo le dimissioni d’ora in poi dovranno essere scritte non su carta bianca, ma su un modulo reso disponibile gratuitamente dalle direzioni territoriali del lavoro, dagli uffici comunali e dai centri per l’impiego, che non si può contraffare perché ha una numerazione progressiva – peraltro con  semplificazione burocratica per le imprese perché prevede esplicitamente che sia il lavoratore o la lavoratrice a farsi carico del modulo.
Questa legge deve essere sostenuta e approvata definitivamente al Senato, su questo ci sarà l’impegno delle Senatrici e dei Senatori convinti della necessità di contrastare una pratica lesiva della libertà, dignità e diritti di lavoratrici e lavoratori.