Oggi ho partecipato in sala Zuccari in Senato al convegno “Tutela della concorrenza e tutela dei consumatori”, promosso dall’Antitrust.

Ecco di seguito il mio intervento.


Buongiorno a tutti, grazie al Presidente Pitruzzella e gli altri ospiti presenti.
È un piacere e un onore per me essere qui a portare il mio saluto e quello del Sento.
La tutela della concorrenza e dei consumatori, per chi come me ha dedicato la vita ad occuparsi di lavoro, di industria e di diritti, è negli anni diventato un tema di interesse e di impegno sempre più centrale.

Non è stato facile in Italia arrivare a condividere formalmente regole di trasparenza e correttezza dei processi economici, commerciali e di consumo.

Storicamente siamo stati attenti e capaci di grandi battaglie e di importanti formalizzazioni normative su diritti dei lavoratori e regole dei processi produttivi, ma non si è sviluppata, come in altri contesti, una cultura della correttezza delle transazioni e dei diritti dei consumatori.

È un’acquisizione recente, rispetto alla quale c’è ancora molto lavoro da compiere, per portare quei diritti e quella correttezza ad essere parte naturale dei modi con cui pensiamo e costruiamo il nostro modo di essere comunità sociale ed economica.
È una sfida normativa e di cambiamento culturale, di regole e di educazione.

L’iniziativa di oggi è allora un’occasione importante di incontro, confronto e approfondimento, anche in vista del prossimo semestre di presidenza italiana del Consiglio europeo.
Dobbiamo vivere quell’appuntamento come occasione storica per l’Italia e per l’Europa per tornare a crescere, anche nella competizione globale, puntando su trasparenza, legalità, buona occupazione, sviluppo sostenibile, rispetto delle regole e dei diritti.
L’UE è l’unico ente sovranazionale che ha la storia, la credibilità, la forza diplomatica e politica per proporsi come modello e guida etica per i percorsi dell’economia globale.
In questa chiave il rispetto della concorrenza e dei diritti dei consumatori è ormai un fronte decisivo per la qualità del modello democratico con cui vogliamo presentarci al mondo.

Su questi temi in Italia l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato opera da anni, ma solo da poco è stata riconosciuta come l’unica istituzione cui i consumatori possono rivolgersi per far valere le proprie ragioni, in coerenza con quanto previsto dalla direttiva europea 2011/83, che riconosce la tutela dei consumatori decisiva per il buon funzionamento del mercato interno e stabilisce la massima armonizzazione della disciplina dei paesi membri.

I consumatori italiani, dopo il recepimento della direttiva e l’indicazione appunto dell’Antitrust come soggetto cui rivolgersi, hanno un quadro di regole e tutele più chiaro nel quale difendere il diritto a scelte di consumo trasparenti, sicure e consapevoli.

In questo modo si lavora per aumentare la fiducia nel mercato e nelle imprese, riconoscendo la funzione dei consumatori per le prospettive di crescita e di occupazione, anche in relazione a scelte strategiche di sviluppo fondate su innovazione, qualità e sostenibilità.

Un sistema volto a garantire una maggiore democrazia economica deve investire sulla capacità dei consumatori di influire sulla qualità di beni, servizi e transazioni, e deve garantire un necessario (ed equilibrato) presidio a garanzia della correttezza delle condotte delle imprese nelle loro quotidiane occasioni di promozione presso i cittadini delle proprie offerte commerciali.

Il concetto di scelta consapevole è ancora più importante in questo momento di crisi e il rapporto tra tutela della concorrenza e tutela dei consumatori deve essere parte integrante delle politiche di sviluppo e di crescita nazionale ed europea, e parte integrante di una più generale politica di apertura dei mercati che interpreta la globalizzazione come processo che offre straordinarie opportunità quando basato su regole, reciprocità, trasparenza.

Il contrasto alla contraffazione, alle pratiche commerciali illegali o scorrette, ad ogni genere di truffa o di abuso, all’omertà informativa, alla moltiplicazione senza garanzie adeguate delle forme di attivazione dei contratti commerciali: il campo della tutela di concorrenza e consumatori è ampio, e richiede meccanismi forti di controllo e di intervento, oltre che un rafforzamento da un punto di vista normativo.

C’è da far diventare informazione, trasparenza, legalità e reciprocità basi naturali e garantite di ogni processo di consumo.
Consumo che è ormai fattore economico, ma anche di identità sociale, personale e di appartenenza ad una comunità, insieme locale e globale.

Su questa base c’è da lanciare una sfida ancora maggiore, culturale oltre che normativa.
Come sempre nelle sfide che riguardano i diritti, anche nel caso di quelli dei consumatori regole e abitudini culturali devono procedere insieme.

Serve che cittadine e cittadini, nel momento in cui si trovano ad essere consumatori, si sentano portatori di diritti, avvertano di avere un peso negoziale forte, di essere tutelati dalla legge e di avere modi facili e certi per far valere quei diritti.

Dobbiamo allora lanciare una sfida larga di innovazione e cambiamento, per far conoscere fin dalle scuole e in ogni contesto di lavoro e di consumo – fisico e digitale – il danno delle pratiche economiche scorrette e i diritti che spettano a ciascuna e ciascuno nel momento in cui consumano, intendendoli come fattori decisivi di un nuovo orizzonte dei diritti di cittadinanza.

Grazie.
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