Il Rapporto 2014 Italiadecide, alla cui presentazione alla Camera ho presenziato questa mattina, riporta un dato sconcertante: negli ultimi 30 anni  l’Italia è scivolata dal primo al quinto posto quale meta turistica mondiale dopo la Francia, gli Usa, la Cina e la Spagna mentre è al 79esimo posto per quanto riguarda la misura con cui il governo ritiene prioritaria l`industria turistica!

Il cattivo andamento dell`Italia in termini di introiti turistici rispetto ad altri paesi- ci dice il rapporto – è dovuto principalmente ad aspetti come qualità dei servizi,infrastrutture, sicurezza, accessibilità, politiche settoriali, innovazione dei prodotti. È necessario e urgente un piano di politica industriale, culturale e territoriale che integri politiche frammentarie in un unico disegno strategico nazionale. Per far ciò è necessario creare un’alleanza tra diversi settori produttivi- dal made in italy, industrie creative, artigianato, agroalimentare – e puntare a investire sul territorio attraverso la valorizzazione della qualità promuovendo incentivi urbanistici e fiscali per progetti di manutenzione e riqualificazione paesaggistica e dei manufatti. Un piano che consenta di porre il turismo alla base di una politica industriale di rilancio dell’economia del paese.

Il progetto governativo di riforma del titolo V della Costituzione è importante anche da questo punto di vista, poiché attribuisce allo Stato la programmazione strategica del turismo garantendo la definizione di obiettivi, metodi e controlli adatti a sostenere adeguati livelli di qualità competitiva.