Trovo incredibile la metodologia con la quale il Fatto Quotidiano si riferisce alle capolista delle liste Pd alle europee  Simona Bonafè, Alessia Mosca, Alessandra Moretti e Pina Picierno (escludendo Caterina Chinnici). Il tono con il quale ci si riferisce alle candidate, donne giovani e competenti, ricorda quello di Beppe Grillo che le bollò come “veline” e denota una preoccupante arretratezza culturale. In questo caso l’articolo apre evocando immagini di gambe, tacchi a spillo e ballerine e le accusa di “civettare”, mentre per la Ministra delle Riforme si parla di “madonna” per passare poi a descriverne il guardaroba. Insomma l’autore dell’articolo riesce a mettere insieme tutti i peggiori stereotipi sulle donne in un colpo solo!  Credo che le capacità e le competenze delle capolista Pd, unite alla loro capacità di innovazione, siano un bagaglio importante per l’Italia e per l’Europa .Alcune di esse, prima di approdare alla politica nazionale, hanno fatto parte delle amministrazioni locali, come Bonafé che è stata assessore  all’ambiente nel comune di Scandicci e Moretti  che è stata Vicesindaco e Assessore all’istruzione e politiche giovanili del Comune di Vicenza , altre come Mosca si sono occupate di lavoro ed Europa, prima come segretaria della Commissione lavoro e poi come capogruppo in Commissione politiche europee, altre ancora come Picierno si sono occupate, tra le altre cose, di giustizia e legalità facendo parte della Commissione Parlamentare Antimafia.

Si tratta dunque di candidate giovani e preparate, come racconta il loro curricula, le quali sono portatrici di unmodo di fare politica diverso, un modo nuovo di proporre la buona e corretta politica di cui il paese e l’Europa hanno bisogno.