Questa mattina sono intervenuta all’assemblea di Confindustria Firenze, parlando di made in Italy e lotta alla contraffazione.

Dobbiamo saper guardare con coraggio al cambiamento globale, un cambiamento che ci consente di procedere sulla strada della legalità, trasparenza e tracciabilità. È in corso la terza fase della globalizzazione, in cui tutti i competitor puntano sulla credibilità: è necessario ritrovare la nostra reputazione nel mondo e per farlo bisogna impegnarsi insieme poiché essa riguarda tutto il sistema paese.

La nostra priorità deve essere certificare il vero, puntare sulle eccellenze. Questo è uno dei temi più importanti del semestre italiano in Europa, dobbiamo puntare a un Made in Italy trasparente e certificato partendo dalla tracciabilità delle produzioni perché noi sappiamo che il sommerso e illegalità si annidano nei passaggi di filiera. Servono poi politiche che appoggino chi fa scelte legali: noi non possiamo essere il secondo paese contraffattore di se stesso. E soprattutto bisogna scegliere di parlare di questa illegalità perché non è tacendo che si difende la reputazione del Made in italy nel mondo ma, collaborando istituzioni e forze sociali insieme, per il rilancio e la tutela della nostra manifattura, delle imprese, del lavoro.