Il nuovo esecutivo comunitario, presentato oggi da Juncker, è composto ora da soltanto 9 donne, cioè un terzo degli incarichi attribuiti, e questo ci indica margini di miglioramento che dobbiamo perseguire ancora rispetto alla parità di genere, come indicato anche da Martin Schulz nelle sue recenti dichiarazioni.

A livello qualitativo riconosco un miglioramento, in quanto i ruoli assegnati adesso alle donne sono di maggiore peso rispetto al passato, trattandosi di portafogli chiave come mercato dell’energia, concorrenza, industria, lavoro.

Altro elemento di qualità, il fatto che tre di esse siano vicepresidenti, così come la conferma della nomina di Federica Mogherini a responsabile della diplomazia europea: elementi che lasciano comunque ben sperare in una rinnovata forza per quel cambiamento di cui l’Europa si dovrà fare protagonista, verso una più solida cultura dei diritti umani, della giustizia sociale, della valorizzazione delle donne nel mondo del lavoro e nell’economia.