Condivido le preoccupazioni espresse dalla Vicepresidente di Confindustria, Lisa Ferrarini, sul Made in Italy ed i pericoli derivanti dal fenomeno della contraffazione e da un’eventuale mancata approvazione della normativa sul Made In a livello europeo. Sostengo anch’io con forza l’invito rivolto a Renzi, che ha sempre sostenuto l’idea di rilanciare il ‘Made in Italy’ come fondamentale elemento della nostra economia reale, a fare in modo che quello sull’obbligo di etichettare i prodotti che entrano in Europa diventi il dossier prioritario su cui discutere.

La vicinanza delle istituzioni alle associazioni di categoria e ai sindacati coinvolti nei settori danneggiati è massima.

Deve esserci reciprocità con quanto succede ai prodotti europei quando devono entrare negli altri paesi del mondo; i veti presentati da alcuni paesi europei, meno dediti alla produzione e alla manifattura, dovranno essere affrontati e ridotti a posizione di minoranza, anche perché lasciare che si possa importare in Europa qualsiasi merce senza alcun obbligo di rintracciabilità delle origini non è solo un danno al nostro sistema industriale, la cui identità è fortemente radicata nella qualità dei prodotti, ma anche alla consapevolezza e alla sicurezza dei consumatori.