In merito alla sentenza depositata oggi con cui la Corte di Cassazione ha chiesto, al Tribunale di Venezia, di prendere in considerazione le attenuanti e rifare il processo su un caso di stupro, ritengo semplicemente inaccettabile che possa esistere una ‘minore gravità’ in un caso di violenza sessuale. Ritenere fondato il ricorso di un violentatore ritenendo di dover valutare ‘la qualità dell’atto compiuto più che la quantità di violenza fisica esercitata’ è un uso alquanto distorto del diritto, che come nelle peggiori sentenze del passato si dimostra ancora oggi sempre debole quando si tratta di tutelare la libertà di una donna.

L’ennesima violenza sulle donne, non a caso l’ennesima violenza maturata in un contesto famigliare, deve assolutamente farci riflettere sul bisogno di aggiornare la nostra cultura e il nostro sistema giuridico sul rispetto delle donne. Dopo la violenza fisica, la vittima deve ora aspettare per vedere riconosciuta una colpa così grave, e così torniamo indietro di trent’anni.